Italia
Truffe online, 98mila casi nel 2020 e molte legate ai dispositivi anti Covid

La Polizia postale ha reso noti i dati sulle truffe che viaggiano sulla rete registrando nel 2020, 98mila casi. 126 invece gli episodi di revenge porn
Il fenomeno delle truffe online, come descritto dal bilancio dell’attività della Polizia postale che nei primi mesi dell’anno passato, in piena emergenza coronavirus, ha toccato quota 98mila casi nel 2020. Numerosi gli episodi relativi alla vendita di dispositivi di protezione individuale, mascherine, guanti, liquidi igienizzanti, attraverso la proliferazione di numerosi siti di e-commerce truffaldini.
Come spiega la Polizia postale sono state anche raccolte molte segnalazioni e avviate altrettante attività d’indagine su false raccolte fondi avviate attraverso siti web apparentemente riconducibili ad enti ospedalieri o accreditate da falsi patrocini di istituzioni o enti pubblici.
Per quanto riguarda il falso trading online, la Polizia postale ha trattato 358 casi con oltre 20 milioni di euro di danno, e sono significativi anche i dati di altri fenomeni come il revenge porn (126 casi e 59 denunciati), la diffamazione on line (2.234 casi e 906 denunciati), lo stalking (143 casi, 7 arresti e 73 denunciate) e la cosiddetta ‘sextortion‘ (636 casi una persona arrestata e 36 denunciate). Particolarmente complessa, nota la Polizia postale, è stata l’attività di indagine sull’hate speech, con la trattazione di numerose segnalazioni di utenti attraverso il Commissariato di Polizia online, e un monitoraggio delle piattaforme social, con particolare attenzione per gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.




















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