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Rende, buoni spesa in ritardo. il Comune replica: “abbiamo agevolato i cittadini”

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Rende, buoni spesa in ritardo. il Comune replica: “abbiamo agevolato i cittadini”

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L’Amministrazione risponde all’assemblea cittadina dei Beni Comuni: “l’obiettivo diventa quello di esaudire più richieste e non inseguire esigenze strumentali e di parte, negando la possibilità di ottenere i buoni spesa a chi era sprovvisto di modello ISEE”

 

 

RENDE (CS) – “L’assemblea cittadina sui beni comuni e, così, tutte le associazioni presenti sul territorio hanno da tempo più canali funzionali al dialogo con l’amministrazione di cui, oltretutto, già usufruiscono. Esiste un assessorato ai beni comuni che tra gli altri compiti ha anche quello di accogliere le istanze dei cittadini e delle realtà associative favorendo un percorso di partecipazione. Un dialogo aperto, tuttavia, presuppone una domanda puntuale ed una risposta che sia ovviamente quanto più esauriente possibile”. Così replica il Comune di Rende all’Assemblea cittadina dei Beni Comuni che in una nota polemizzava su “buoni spesa non ancora consegnati ai cittadini del comune di Rende”. A puntualizzarlo in una nota l’assessore Lisa Sorrentino che, insieme alla collega Annamaria Artese chiariscono il perché del ritardo nell’erogazione “per per andare incontro alle esigenze dei cittadini più deboli  sprovvisti del modello ISEE”

“Ciononostante, più volte, si preferisce interloquire utilizzando mezzi meno diretti come i proclami sui social o a mezzo stampa bloccando, di fatto, il fluire di un costruttivo processo discorsivo. Per di più, la scelta di queste forme non di rado genera confusione in chi legge. Se una assemblea cittadina è animata realmente da nobili intenti dovrebbe iniziare a diffondere informazioni corrette e veritiere e non faziose considerando altresì che non si può creare propaganda populista sulle spalle di persone in difficoltà”, prosegue la nota.

Sorrentino: “ritardo per agevolare i cittadini”

“Il ritardo nell’erogazione è presto spiegato”, chiosano dall’Amministrazione comunale di Rende: “è proprio per andare incontro alle esigenze dei cittadini più deboli della comunità rendese e ai tanti che hanno avuto problemi nel completare le domande che l’amministrazione comunale ha inteso non rigettare le istanze incomplete (pari al 35%), ma considerando il periodo di assoluta emergenza che stiamo vivendo, dare la possibilità agli stessi di fornire agli uffici preposti la documentazione esatta che potesse consentire loro di usufruire dei buoni spesa. Ciò ha contribuito ad allungare i tempi di erogazione dei buoni di qualche giorno, nell’intento precipuo dell’amministrazione guidata dal sindaco Manna di assecondare tutte le 805 domande pervenute”.

“Obiettivo specifico ed indissolubile diventa quello di esaudire più richieste – proseguono Sorrentino e Artese – e non inseguire esigenze strumentali e di parte, negando la possibilità di ottenere i buoni spesa a chi era sprovvisto di modello ISEE, di permesso di soggiorno o a chi avesse dimenticato di allegare il documento di riconoscimento. Tutto ciò senza tenere in considerazione che i fondi del Governo sono arrivati poco prima di Natale, che il bando è stato pubblicato per dieci giorni, mentre altri comuni hanno sì accorciato i tempi, ma adesso devono affrontare decine di ricorsi. Ai cittadini non serve che sempre le persone, o sotto veste di Assemblea o sotto veste di PD rendese, muovano illazioni infondate”.

“La scelta è stata e sarà sempre quella di raggiungere tutti i cittadini, democraticamente. Diversamente, per accorciare i tempi ed accontentare interessi di parte si poteva optare di distribuirne appena la metà. A questa amministrazione, però, non interessa fare politica – concludono – per apparire sui giornali, ma piuttosto metter in campo politiche sociali utili e realmente funzionali al bene comune, perché anche qualora si dovesse ritardare un giorno per accontentare un singolo cittadino ciò verrà fatto per dare a tutti la possibilità di ottenere il buono spesa”, concludono gli assessori al welfare e ai beni comuni”.

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