Calabria
Sanità, Corcione: “Decreto Calabria è discutibile ma utilizziamolo per un cambiamento definitivo”

Il presidente dell’ordine dei medici di Cosenza Eugenio Corcione analizza le maggiori criticità del sistema sanitario calabrese
COSENZA – La sanità calabrese è ancora lontana dagli standard qualitativi delle regioni italiane del Nord e il susseguirsi delle polemiche certo non aiuta a migliorare la situazione. Su quanto sta accadendo in Calabria negli ultimi mesi, interviene il presidente dell’ordine dei medici di Cosenza Eugenio Corcione, che considera chiusa la polemica nata nei giorni scorsi con il commissario alla sanità calabrese Guido Longo, ma precisa “il nuovo commissario sembra che abbia rimandato un nuovo piano, che non ha concordato con nessuno e del quale non conosciamo nulla, a Roma per averne un’approvazione. Non solo noi oggi già facciamo tutto il possibile – aggiunge Corcione – ma abbiamo anche bisogno, ed è normale che sia così, di un preciso, concreto, coinvolgente governo del sistema, che non abbiamo: è troppo spontaneo l’esercizio del lavoro, abbiamo bisogno di essere coordinati, di avere obiettivi concreti”.
Corcione sottolinea la necessità di aumentare i posti letto “perché – precisa il presidente dell’ordine dei medici – siamo l’ultima regione d’Europa come numero di posti letto per acuti e riconvertire significa invece chiudere gli ospedali per fare solo Covid, che è una cosa intollerabile”. L’altro grande problema riguarda la carenza di personale sanitario. “Non c’è dubbio – dice al riguardo Corcione – che abbiamo una grave carenza di organico, non solo medico ma anche di personale non medico, – sottolinea – in particolare mi riferisco agli infermieri e ancor di più agli OSS, e questo si risolve solo con un preciso coordinamento del sistema”.
Proprio in questi giorni si stanno insediando i nuovi direttori generali nominati dal commissario Longo. “Vedremo – dice in proposito Corcione – che squadra ogni singolo direttore generale riuscire a comporsi, mi auguro sia la più terza possibile e meno influenzata dalla maledetta politica che ci governa, anzi che ci sgoverna da troppo tempo, ma quello che è necessario è che tutti i direttori generali facciano le cose assieme, cioè che un decreto, una legge, un regolamento non si approvi in un posto in una maniera e in un altro posto in un’altra maniera, ma che ci sia un coordinamento, senza le singolarità che di fatto ci sono, di fatto espressione di rigida clientela. Spero che si rifacciano gli atti aziendali, che vuol dire rifare la sanità in Calabria – sottolinea Corcione – riprogrammarla, correggere le sbavature clientelari che esistono negli attuali atti aziendali approvati e che si tentano di applicare velocemente proprio per evitare che si facciano correzioni e io faccio appello al commissario Longo perché vigili su questo dato, che dia delle linee operative concrete sui reali bisogni della sanità calabrese, che non possono essere solo quelli degli operatori ma anche dei cittadini”.
Il commissariamento, a parere di Corcione, non è il migliore sistema di governo della sanità, ma può comunque offrire delle occasioni: “Il decreto Calabria e discutibile come metodo e lo abbiamo contestato perché non siamo d’accordo con il commissariamento, – dice Corcione – ma una volta che c’è prendiamone la parte positiva: quella di poter fare una volta per tutte punto e a capo. Saranno capaci questi direttori generali di rivedere gli atti aziendali secondo le leggi e non secondo le convenienze?”.
Infine, a preoccupare c’è la situazione delle vaccinazioni, con la Calabria fanalino di coda. “Direi che è un problema più modesto di quel che si è detto – dice al riguardo Corcione – nel senso che è un periodo iniziale, in cui tutto sommato è abbastanza semplice vaccinare i dipendenti del servizio sanitario, e ci può essere stato qualche ritardo occasionale – afferma Corcione – ma sono assolutamente convinto che con questo governo o con uno diverso, questo è un gap che riusciremo a risolvere, ma il vero problema è la scommessa di vaccinare il più in fretta possibile i cittadini, e lì il problema esiste ed è importante. Stiamo aspettando il rafforzamento degli organici – ha detto ancora Corcione – e come sapete il commissario Arcuri ha emanato un bando per medici e personale non medico, e mi auguro che ci sia la dovuta parte anche per la Calabria”.



















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