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Regionali, le Sardine bocciano De Magistris: “non serve un uomo della provvidenza”

Calabria

Regionali, le Sardine bocciano De Magistris: “non serve un uomo della provvidenza”

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Sardine

Così Jasmine Cristallo, portavoce nazionale ed esponente calabrese delle Sardine: “in taluni progetti elettorali il grande assente è il popolo calabrese”

 

 

COSENZA – Le Sardine bocciano la candidatura (lanciata ieri) del sindaco di Napoli Luigi De Magistris a presidente della Regione Calabria. “La Calabria ha bisogno che a sinistra si recuperi un’identità ed una progettualità intorno a valori riconoscibili, leggibili da tutti, da tutti recepibili perché vissuti, e non di affermazioni politichesi per addetti ai lavori, che sempre più sono assimilabili a manutentori di palazzi anziché a costruttori di comunità. In questo quadro, credo che le autocandidature e le diverse fughe in avanti a cui stiamo assistendo non vadano in una direzione di reale e autentica attenzione alla Calabria”. Così Jasmine Cristallo, portavoce nazionale ed esponente calabrese delle Sardine, contraria alla candidatura appena annunciata dal magistrato.

Jasmine cristallo

“Piuttosto, intravedo affermazioni di un IO e non certo di un NOI, progetti singoli e non di comunità. Il racconto, finora, è sempre in prima persona e mai declinato dentro le fragilità e le risorse della mia terra, lontano dalla Calabria reale, che vive, combatte e si sacrifica ogni giorno – prosegue Cristallo -. Forme di leaderismo più o meno spinto la fanno da padrona ed occupano lo spazio del dibattito pubblico che, invece, dovrebbe nutrirsi di una tensione collettiva. La personalizzazione non è mai foriera di buone pratiche e l’attualità politica nazionale ce lo testimonia di continuo”.

“Uomo della provvidenza, tipico in Calabria”

“Certe candidature vanno incontro all’indole calabrese di affidarsi a un uomo della provvidenza, una pratica che alla lunga si è rivelata dannosa e autolesionista. In taluni progetti elettorali, a dispetto dei propositi sbandierati, il grande assente è il popolo calabrese – conclude -. In politica deve ritornare ad essere prioritaria la pratica di cercare i punti che uniscono e non quelli che dividono, senza per questo negare le proprie sensibilità le proprie specificità culturali e di riferimento ideologico, o peggio chiedere di negare la propria storia”.

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