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Gratteri: “solidarietà a chi ha commesso reati gravi? Mi preoccupa”

Calabria

Gratteri: “solidarietà a chi ha commesso reati gravi? Mi preoccupa”

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gratteri webinar mafie e antimafia

«In questi ultimi anni abbiamo toccato centri di potere che, una volta, non si pensava di toccare nemmeno nel subconscio. La gente comune apprezza questo»

 

REGGIO CALABRIA – Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri durante l’incontro pubblico online organizzato dal presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra si è soffermato su vari passaggi della lotta alla ‘ndrangheta sottolineando di aver notato «che c’è un ceto sociale medio che dovrebbe sulla carta capire quello che stiamo facendo e che invece esprime la solidarietà a persone che per noi hanno commesso reati anche gravi. Questo mi preoccupa e mi rattrista».

Nel corso del webinar su “Mafia e antimafia” su Facebook il magistrato ha voluto subito chiarire le polemiche degli ultimi giorni legate ad alcune dichiarazioni dopo l’operazione “Basso profilo“: «Sostanzialmente – ha detto Gratteri – noi abbiamo le carte a posto. Io sono convinto che tutto quello che è stato fatto, è stato fatto con il codice in mano. Ho grande fiducia nei giudici e ho rapporti sereni con la quasi totalità dei giudici. Soprattutto con il presidente della Corte d’appello, un grande magistrato che è stato molto vicino in questi anni alla Procura di Catanzaro».

«Non so quanto rimarrò in Calabria, – ha aggiunto il magistrato – però ancora faremo tante cose importanti. Sul piano della tecnica di indagine o della strategia ho le idee molto chiare. Man mano che, però, alziamo il livello, vediamo sempre più gente che dà la solidarietà a prescindere agli indagati senza aver letto un rigo di quello che abbiamo fatto. Ecco perché noi abbiamo bisogno di giornalisti che facciano un’esatta narrazione dei fatti e che vadano a fondo».

Durante il webinar si è discusso anche di come contrastare la ‘ndrangheta fuori dai confini italiani: «Se in Europa non c’è un sistema giudiziario omologo – ha detto Gratteri – io ho poco da fare. Si, ci sono Europol, Interpol e Eurojust. Certo, però spesso questi organismi, come Interpol o Europol, sono più delle sigle. Le agenzie non sono quello di cui abbiamo bisogno. Piuttosto servirebbe che la guardia di finanza di Catanzaro possa fare tranquillamente indagini a Francoforte. Io a questo sistema penso e non alle rogatorie. La Procura europea è una bella idea. Ma se il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso non esiste nei paesi europei, il procuratore non mi può autorizzare un’indagine sulla mafia. L’Europa deve avere più coraggio. Bisogna osare e partire dal sistema giudiziario italiano per omologare i codici. Altrimenti stiamo fermi. Oggi l’Italia è molto debole sul piano internazionale. Non siamo in grado di dettare l’agenda dell’Europa nemmeno dove siamo più bravi degli altri».

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