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Trivellazioni nel Mar Jonio, la Commissione Europea indaga sul decreto di Renzi favorevole alle multinazionali

BRUXELLES – E’ stata aperta un’indagine sull’articolo 38 dello Sblocca Italia per fare chiarezza sulle ricerche di petrolio nell’intero Mar Mediterraneo.
Lo Sblocca Italia, voluto da Renzi, che rende più agevole l’iter burocratico da seguire per le multinazionali del petrolio, pare infatti essere in netto contrasto con la normativa europea vigente in materia di trivellazioni. Nomativa sempre più stringente dal 2013 quando l’Unione Europea ha approvato nuove leggi per le attività petrolifere off – shore. L’idea alla base del nuovo impianto legislativo è che il Mar Mediterraneo non sarebbe in grado di smaltire eventuali incidenti che metterebbero a repentaglio l’intero ecosistema marino e l’economia correlata alla pesca e balneazione. Intanto dopo la mobilitazione del 28 Marzo il comitato No Triv Magna Grecia chiede chiarimenti alla Giunta Oliverio in merito alla posizione assunta sul fronte trivelle visto che lo stesso Pd, a livello nazionale, sta premendo affinchè i progetti vengano avviati al più presto. La Regione attualmente non ha reso manifesto cosa intende fare e come intenda agire nei confronti delle multinazionali del petrolio che hanno già presentato istanza per la ricerca di idrocarburi a largo delle coste calabresi. Il fronte No Triv chiede quindi alla Regione di ricorrere ”al principio di precauzione riconosciuto dal diritto comunitario per tutelare la Calabria e i calabresi”. Qualora Oliverio scegliesse di appellarsi a tale principio per scongiurare effetti negativi sull’ambiente o sulla salute degli esseri umani, degli animali e delle piante potrebbe ostacolare le autorizzazioni a procedere nella trivellazione della zona calabrese del Mar Jonio che le multinazionali petrolifere hanno richiesto di esplorare.




















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