Calabria
Csm, attenzione per la Calabria. Il ministro Bonafede nell’aula bunker di Lamezia

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede si è recato nell’aula bunker di Lamezia per la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario di Catanzaro “dal mio ministero impulso a leggi importanti. Sbloccati fondi per l’edilizia giudiziaria e l’assunzione di personale”
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LAMEZIA TERME (CZ) – “Quest’Aula (la cosiddetta aula bunker di Lamezia Terme), è un luogo particolarmente significativo in quanto è stata realizzata, sulla base delle esigenze manifestate da parte degli Uffici giudiziari di Catanzaro, al fine di celebrare il maxi-processo “Rinascita-Scott”, istruito dalla Dda di Catanzaro nei confronti delle cosche Vibonesi. Senza entrare nel merito delle attività in corso, è comunque un dato oggettivo che l’attività investigativa nei confronti della ‘ndrangheta operante nel vibonese e delle sue ramificazioni in Italia e all’estero testimoni l’impegno quotidiano e la grandissima capacità maturata dalla magistratura tutta e dalle forze di polizia di questo distretto nell’ambito della lotta alle organizzazioni criminali. In questo senso il Consiglio Superiore della Magistratura, tramite la mia presenza oggi a Catanzaro, vuole rinnovare l’impegno dell’organo di governo autonomo della magistratura di riservare particolare attenzione al territorio calabrese, che non deve rimanere solo nell’affrontare le criticità che coinvolgono tutta la Regione”. Lo ha detto Stefano Cavanna, del Consiglio Superiore della Magistratura nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Catanzaro dove ha presenziato che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede.
Tentacoli criminali in tutte le categorie sociali
per Cavanna “Catanzaro e Reggio Calabria sono fortemente interessati dall’inquinamento di una ‘ndrangheta tentacolare, economicamente potente, silente, infiltrata in tutte le categorie sociali, predominante in vari settori, non solo manifestamente e direttamente criminali e non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale ed internazionale. Emerge, in particolare, il consolidato modus operandi della criminalità organizzata attiva nel Distretto catanzarese che, se da una parte continua ad utilizzare la violenza, la forza d’intimidazione e dell’assoggettamento, dall’altra tende ad assoldare amministratori, imprenditori e funzionari pubblici. Come dimostra l’ultimo rapporto della Direzione Investigativa Antimafia, nonché le recenti operazioni della DDA di Catanzaro, le cosche calabresi si sono trasformate in una vera e propria multinazionale del crimine, mettendo radici in oltre trenta Paesi nel mondo, essendo la ‘ndrangheta l’unica organizzazione di stampo mafioso presente in tutti e cinque i continenti. E’ quindi importante – ha proseguito – fare sentire la vicinanza del Consiglio agli uffici dove l’emergenza è purtroppo diventata permanente. Quello che posso testimoniarvi con certezza è che l’intenzione dichiarata e perseguita dal Csm è quella di sostenere, con ogni mezzo possibile le realtà che si misurano con i tanti problemi che caratterizzano la vita quotidiana degli uffici giudiziari, anche in considerazione dell’insorgenza dell’emergenza da Covid-19 che ha fortemente inciso sull’attività dell’intera macchina giudiziaria e, quindi, anche dell’organo di governo autonomo. Un primo punto che balza all’attenzione in tema di organizzazione degli uffici giudiziari calabresi è costituito dalla problematica relativa alla mancanza di risorse, in termini di magistrati e di personale amministrativo, a fronte di un carico di lavoro che invece si manifesta crescente, criticità che, purtroppo è ormai tipica di molti uffici ma che, in alcuni di essi, assume proporzioni quasi insostenibili. Si tratta di una vera e propria situazione emergenziale che rischia, tuttavia di divenire cronica. Si è evidenziato, infatti, la criticità rilevante è rappresentata da una perenne scopertura degli uffici calabresi, dovuta alla legittima scelta da parte dei magistrati di farsi destinare, a sedi presso cui prestare servizio, situate in contesti territoriali meno impegnativi. Il Consiglio, a fronte di una situazione molto carente sotto il profilo della copertura degli uffici più in difficoltà ha disposto, per il tramite della Settima Commissione, in deroga, due bandi per applicazioni straordinarie per il distretto di Catanzaro”.
Bonafede “470 milioni per l’edilizia giudiziaria”
“Nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è previsto lo stanziamento di 470 milioni per l’edilizia giudiziaria. La particolare attenzione rivolta dal Ministero a questo tema è testimoniata anche dalla realizzazione, in 5 mesi, di questa Aula bunker, con la fondamentale collaborazione dei componenti della Conferenza permanente, del Commissario Arcuri, della Regione Calabria e dell’Agenzia del Demanio, che ringrazio” ha detto ministro della giustizia nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario di Catanzaro che si è celebrata nella nuova aula bunker realizzata nell’area industriale di Lamezia Terme.
Dato impulso a leggi importanti
Il Ministero, nell’anno appena trascorso, ha dato impulso alla verifica di impatto di alcune leggi, anche al fine di consentire la ricognizione delle migliori prassi applicative e lo studio di eventuali correttivi. Mi riferisco, nello specifico – ha aggiunto – al Rapporto sull’applicazione del cosiddetto Codice Rosso che, come noto, ha introdotto numerose misure per fronteggiare la grave piaga della violenza sulle donne; al progetto di collaborazione interistituzionale sul sistema di contrasto ai fenomeni corruttivi denominato ‘Alleanza contro la corruzione’ cui partecipano i vertici delle massime istituzioni giudiziarie ed economiche del Paese: i Presidenti di Corte di Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti, Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Anac, Governatore della Banca d’Italia”. A livello internazionale, in occasione del ventesimo anniversario della Convenzione di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale, nata da un’intuizione di Giovanni Falcone, l’Italia si è confermata Paese guida nelle politiche di contrasto alle mafie promuovendo due importanti risoluzioni approvate dalla conferenza degli Stati Parte” ha evidenziato ancora Alfonso Bonafede, nel suoi intervento. È importante soffermarsi sull’impegno profuso dal Ministero nel portare avanti, nonostante l’emergenza sanitaria, gli investimenti che sono indispensabili per supportare con maggiori risorse l’efficienza della macchina della giustizia. E’ proseguito il piano ordinario triennale di assunzioni di oltre 13.000 unità: in particolare, nel 2020 si è avuto il reclutamento di 1163 unità di personale amministrativo, delle quali 142 (ovvero oltre il 10%) destinate agli uffici del distretto di Catanzaro”.
Arriverà nuovo personale
“Proprio per scongiurare gli effetti negativi della pandemia sullo svolgimento delle procedure selettive – ha aggiunto – il Decreto Rilancio ha semplificato tali procedure consentendo ad esempio che, entro la primavera di quest’anno, possano prendere servizio presso questo distretto oltre 100, tra cancellieri e direttori (5 unità nella qualifica di direttore e di 111 unità nella qualifica di cancelliere) nonché di un congruo numero di operatori giudiziari a tempo determinato. Sono state poste le basi normative, amministrative e finanziarie affinché, a livello nazionale, entro il 2021, il servizio giustizia possa avvalersi del contributo di circa 7.000 donne e uomini in più. Analoga attenzione è stata riservata alla magistratura, portando a compimento l’aumento delle piante organiche (di 600 unità), previsto già con la Legge di Bilancio 2019. Infatti, con decreto ministeriale 14 settembre 2020 sono state rideterminate le piante organiche degli uffici giudiziari di merito, prevedendo la distribuzione in aumento di 422 magistrati, di cui 14 unità aggiuntive per il distretto di Catanzaro. Inoltre, il 30 ottobre 2020 è stata inviata al Consiglio Superiore della Magistratura la proposta di determinazione delle piante organiche flessibili distrettuali, un contingente di 176 magistrati chiamato a far fronte alle specifiche criticità di rendimento di ciascun distretto”.



















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