Cosenza
“Perdere un figlio è un dolore immenso, ma grazie a chi ha salvato mia moglie”
Cristian e Katia, una coppia di Luzzi, hanno vissuto un’esperienza terribile. Lei incinta di circa 6 settimane ha avuto una gravissima emorragia e stava per morire. Ha perso suo figlio ma è viva e potrà continuare a crescere Roberto
COSENZA – A scrivere è Cristian, marito di Katia che racconta il terrore di perdere per sempre sua moglie e il dolore per la morte del suo secondo figlio ma soprattutto ringrazia con tutto sè stesso i sanitari del reparto di ginecologia dell’ospedale Annunziata di Cosenza ed in particolare il primario, dott. Michele Morelli. “Una seconda gravidanza che sembrava procedere bene – scrive – poi qualche giorno fa una grave emorragia, mia moglie Katia che perde i sensi, poi la corsa in ospedale. Questa sarebbe potuta essere una tragedia immane per tutta la mia famiglia se non ci fossimo trovati nel reparto di ginecologia dell’Ospedale Annunziata di Cosenza. Ad attenderci, il primario Michele Morelli e la sua equipe di medici e infermieri. L’attesa davanti alla sala operatoria – racconta provato Cristian – immagini, sensazioni, attimi di dolore che resteranno per sempre impressi nella mia mente”.
“Ci sono volute sette trasfusioni e un intervento salvavita di Morelli per salvare Katia: la piccola vita che aveva smesso di crescere dentro di lei, la stava trascinando in un baratro di non ritorno. Nonostante il dolore di aver perso un figlio, oggi però Katia è viva ed è accanto a me e il piccolo grande Roberto può ancora stringere la mano della sua mamma. Questo miracolo è avvenuto grazie al buon Dio e alle sapienti mani del dottore Morelli, una eccellenza medica del nostro Ospedale”.

“Ho voluto raccontare pubblicamente quello che è successo per due motivi: ringraziare il dottor Morelli e il suo staff medico e infermieristico, per aver salvato la vita di mia moglie ed essersi presi cura di lei nei giorni di degenza ma anche dare testimonianza che la buona sanità c’è. Siamo abituati a puntare il dito con troppa superficialità sulla cattiva sanità in Calabria. Dovremmo soffermarci a pensare che non tutto è perso, che ci sono bravi medici e reparti eccellenti nei nostri ospedali, che c’è tanta umanità dietro quei camici bianchi che tutti i giorni sono in trincea per affrontare sfide difficili, spesso nelle difficoltà e con pochi mezzi a disposizione”.



















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