Italia
Medici: 10 euro per chi vaccina in studio, 28 a casa. Agli anziani dosi Pfizer e Moderna

Sarebbe stata raggiunta un’ipotesi di intesa per i medici di base che effettueranno i vaccini: 10 euro di rimborso dalle Regioni se si effettuano le vaccinazioni nello studio, 28 a domicilio. Lunedì 8 febbraio arriverà il primo stock da 428.440 dosi di AstraZeneca
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COSENZA – Una tariffa di 10 euro che le Regioni corrisponderebbero al medico di famiglia per la vaccinazione anti-Covid effettuata negli studi medici che sale fino a 28 euro se la somministrazione avviene a casa delle persone. È quanto prevede l’accordo di massima che dovrebbe essere discusso oggi dalle regioni in vista della definizione di un protocollo quadro nazionale per la partecipazione dei medici di medicina generale alla campagna vaccinale. Ai soggetti più anziani, per ora, verrebbero somministrati i vaccini Pfizer (ma solo nei centri vaccinali) e Moderna ed ai più giovani il vaccino AstraZeneca. Con il via libera dell’Aifa ad AstraZeneca, destinato preferibilmente agli under 55, l’Italia dovrà farsi trovare pronta anche per la somministrazione, ampliando il numero di centri vaccinali e coinvolgendo proprio i medici di base e successivamente i farmacisti. Personale che andrà ad affiancare i 15.000 e i 4.000 infermieri che hanno risposto al bando del commissario straordinario, Domenico Arcuri. Proprio per accelerare, governo e regioni stanno lavorando ad un tavolo sulla rimodulazione del piano, valutando le categorie da immunizzare prima in base ad arrivi e disponibilità. Lunedì 8 febbraio arriverà il primo stock da 428.440 dosi di AstraZeneca, al quale seguirà, dalla settimana successiva (15 febbraio) un’altra consegna di 661.133 dosi. Prima di quella data bisognerà scegliere a chi destinare le fiale, quali under 55 mettere in cima alla lista. Con ogni probabilità si deciderà di ‘pescare’ dalla platea identificata per le fasi successive, come personale scolastico, forze dell’ordine, lavoratori del servizio pubblico, carcerati.
L’importanza dei medici di base nella campagna di vaccinazione è stata sostenuta con forza anche dal CTS “nella campagna di vaccinazione di massa l’utilizzo dei medici di base, da troppi decenni trascurati da politiche che hanno privilegiato altri settori della sanità del nostro paese, deve essere considerata una priorità assoluta” ha sottolineato il coordinatore del Cts Agostino Mizzo ribadendo la necessità che ci sia da parte del governo “attenzione e priorità massima alla organizzazione dell’imponente campagna di vaccinazione di massa“. E’ necessario, ha aggiunto, “investire in risorse umane, finanziarie e politiche per sostenere la campagna, guardando con particolare attenzione al recupero della medicina del territorio”.



















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