Cosenza
Blitz della Polizia nella Sibaritide, 17 arresti e numerosi sequestri

L’operazione della Polizia di stato di Cosenza è scattata alle prime ore di oggi. Oltre alle 17 misure cautelari, sono stati eseguiti sequestri di società e imprese
COSENZA – Colpo alla ‘ndrangheta del Cosentino stamattina con un’operazione della Polizia di Stato che sta eseguendo diciassette misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti legati e vicini – secondo gli inquirenti – al potente clan della ‘ndrangheta dei Forastefano, operante a Cassano e nel territorio della Sibaritide. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale antimafia. Nell’ambito dell’operazione, oltre alle 17 misure cautelari, sono stati eseguiti sequestri di società e imprese per un valore che supera i 10 milioni di euro. I reati contestati alle persone coinvolte nell’operazione sono, a vario titolo, associazione per delinquere di stampo mafioso, riciclaggio di denaro, estorsione e intestazione fittizia di beni.
Le indagini sono durate tre anni e sono state condotte dalla squadra mobile di Cosenza, guidata dal vicequestore Fabio Catalano e dal Servizio centrale operativo della polizia, e dirette dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Capomolla e dal pm antimafia Alessandro Riello.
Sono stati ricostruiti, attraverso dichiarazioni e intercettazioni, diversi episodi estorsivi e intimidatori. In particolare, le vessazioni subite dal titolare di un’azienda di trasporti che è stato spogliato dei mezzi e sostituito nei rapporti che aveva con un’altra azienda a beneficio di una impresa controllata dalla cosca. Imponevano le proprie ditte di riferimento per l’autotrasporto ma anche per i prodotti ortofrutticoli con estorsioni, intimidazioni e attività di intestazione fittizia di beni a soggetti compiacenti ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Cosenza, Fabio Catalano
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Dalle indagini è emerso che il sodalizio criminale era anche specializzato in truffe in danno dell’Inps che attuava attraverso le indennità percepite per il tramite di braccianti agricoli fittiziamente reclutati ma mai realmente impegnati nei lavori. Addirittura sarebbero stati minacciati i rappresentanti sindacali dei lavoratori.
Le persone finite in carcere sono 10 mentre altre 7, sono state poste agli arresti domiciliari. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta anche un commercialista ed un noto avvocato della zona ritenuto organizzatore della strategia da adottare per sottrarsi in maniera fraudolenta al pagamento delle fatture emesse dall’agenzia interinale Alma Spa per il servizio di somministrazione dei lavoratori. Il sodalizio criminale, per gli investigatori, avrebbe per anni monopolizzato e controllato il sistema economico della Sibaritide.




















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