Ionio
Lavoro? No grazie, ho il reddito di cittadinanza. Il caso di Corigliano

La difficoltà di un imprenditore alla ricerca di personale tra reddito di cittadinanza e lavoro nero
CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Da settimane un imprenditore locale cerca due figure professionali da inserire nella sua azienda, ma la ricerca finora è stata vana. Si potrebbe pensare che non si trovino persone perchè tutte occupate e di conseguenza il tasso di disoccupazione sarebbe pari a ‘zero’. In realtà però, non è affatto così: secondo i dati Istat il tasso di disoccupazione nel mese di dicembre è del 9,0% e tra i giovani arriva al 29,7%. C’è da chiedersi allora come mai nessuno risponda alle offerte di lavoro.
L’imprenditore coriglianese racconta di essere alla ricerca di due tecnici informatici da mesi e di aver interessato il Centro per l’Impiego locale e gli istituti tecnici superiori, nonché di aver pubblicizzato l’offerta sui social ricevendo in alcuni casi, risposte che fanno rabbrividire. “Posso lavorare ma in ‘nero’ perchè non voglio perdere il reddito di cittadinanza, oppure se mi date il doppio del sussidio vengo a lavorare per voi”. Sono queste alcune delle frasi che l’imprenditore si è sentito rispondere da chi si è reso disponibile a ricoprire l’incarico.
“Sono sconcertato – spiega il titolare dell’azienda – dalle risposte che ho avuto, e questo mi fa capire che non è un problema di mancanza di lavoro ma di una logica assistenziale che si è protratta per troppo tempo, diventando una cancrena per la nostra terra. Ho pensato persino di denunciare quanto sta accadendo alla Guardia di Finanza”.
Ha del paradossale anche il ruolo dei Centri per l’impiego: “anche dal CpI non abbiamo avuto risposte e allora mi domando la figura del cosiddetto ‘navigator’ a cosa sia servita”. Secondo quanto riferisce l’imprenditore nella zona dell’alto jonio cosentino ad avere lo stesso problema sarebbero anche autofficine e idraulici che cercano apprendisti da avviare alla professione. Tante volte abbiamo scritto di redditi di cittadinanza attribuiti a persone che non ne hanno diritto attestando la “pericolosità” sociale di questo sussidio, che non è supportato dall’effettivo inserimento lavorativo e che, in una terra come la Calabria crea solo sacche di vagabondi.
















Social