Calabria
Diverse regioni in arancione. Calabria con RT a 0.76 e rischio basso, resta in giallo

Salgono a dodici le regioni a rischio moderato mentre l’Umbria è a rischio alto. La Calabria resta a rischio basso con Rt a 0.76 e si conferma nella zona gialla. Peggiorano i dati a livello nazionale con RT vicino a 1 e l’ISS che raccomanda di innalzare misure in tutto il territorio
.
COSENZA – La Calabria si conferma tra le regioni a rischio basso e in zona gialla, con un indice RT puntuale a 0.76 (range 0,67-0,86) in discesa rispetto allo 0.81 della scorsa settimana, una costante diminuzione dei posti letto occupati in area medica (sia reparti covid e che terapie intensive) che restano ben al di sotto della soglia critica, bassa valutazione dell’impatto e un miglioramento anche dell’incidenza, nonostante restino monitorati alcuni focolai soprattutto nel vibonese. Diverse le regioni, invece, che si avviano a diventare arancioni (Campania, Emilia Romagna e Molise) con l’Umbria vero il rosso mentre la Valle D’Aosta non sarà zona bianca. Per la terza settimana consecutiva l’epidemia da coronavirus in Italia mostra segnali di tendenza ad un “graduale incremento nell’evoluzione epidemiologica” e si osserva un “peggioramento nel livello generale del rischio”. Ciò richiede misure di mitigazione nazionali e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione. Lo rilevano i dati settimanali con il nuovo monitoraggio dell’Iss-ministero della Salute che evidenzia come un “nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per COVID-19″. Iss che sottolinea come, analogamente a quanto avviene in altri paesi Europei, si raccomanda il rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale“. Ciò anche per la circolazione di varianti a maggiore trasmissibilità e per questo “si ribadisce, anche alla luce della conferma della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità”.
RT nazionale ancora in crescita e vicino a 1
Nel periodo 27 gennaio-9 febbraio, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99 (range 0,95- 1,07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l’uno. Questo uno dei dati principali dell’epidemia emersi dal monitoraggio settimanale dell’Iss, come contenuto in una nota dello stesso Istituto. Sono 10 le Regioni e le Province autonome che hanno un Rt puntuale maggiore di 1, di cui 9 anche nel limite inferiore e compatibile con uno scenario di tipo 2 (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, la provincia autonoma di Bolzano e quella di Trento, la Toscana e la Valle d’Aosta), in aumento rispetto alla settimana precedente. E’ quanto risulta dal nuovo monitoraggio settimanale dell’Iss e del Ministero della Salute sull’andamento della pandemia. Una regione, l’Umbria, ha un livello di rischio alto. Sono 12, rispetto alle 10 della settimana precedente, le regioni a rischio moderato (di cui 6 ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 8 a rischio basso.
RT in Calabria a 0.76 meglio di noi solo la Sicilia
Abruzzo 1,17 (range 1,11-1,23), Basilicata 1,03 (range 0,82-1,27), Calabria 0,76 (range 0,67-0,86), Campania 1,16 (range 1,07-1,25), Emilia-Romagna 1,06 (range 1,03-1,1), Friuli Venezia Giulia 0,8 (range 0,76-0,84), Lazio 0,95 (range 0,92-0,98), Liguria 1,08 range (1,02-1,13), Lombardia 0,95 (range 0,93-0,96), Marche 0,91 (range 0,81-1,01), Molise 1,4 (range 1,03-1,83), Piemonte 0,96 (range 0,92-1). Provincia Bolzano 1,16 (range 1,12-1,2), Provincia di Trento 1,23 (range 1,16-1,3), Puglia 1 (range 0,97-1,04), Sardegna 0,77 (range 0,71-0,84), Sicilia 0,73 (range 0,7-0,76), Toscana 1,2 (range 1,15-1,25), Umbria 1,17 (range 1,12-1,22) Val d’Aosta 0,92 (range 0,691,18), Veneto 0,81 (range 0,78-0,85).
Aumenta l’incidenza, terapie intensive sotto la soglia del 30%
L’incidenza dei casi Covid in Italia a livello nazionale nella settimana di monitoraggio cresce rispetto alla settimana precedente: 135,46 per 100.000 abitanti (8-14 febbraio) contro 133,13 per 100.000 abitanti del periodo 1-7 febbraio (dati flusso ISS), “lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”. Si osserva una stabilità nel numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (5 Regioni/PPAA). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua ad essere alto ma sotto la soglia critica (24%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2.143 (09/02/2021) a 2.074 (16/02/2021).



















Social