Calabria
Brogli elettorali a Reggio, indagato anche un assessore dell’attuale Giunta

L’assessore è indagato in qualità di ex consigliere per la nomina di Castorina, raggiunto questa mattina da una nuova misura cautelare
REGGIO CALABRIA – Si allarga l’inchiesta della Procura di Reggio Calabria su presunti brogli in occasione delle amministrative dello scorso settembre nel capoluogo di provincia e risulta indagato in stato di libertà anche un assessore dell’attuale Giunta comunale. Si tratta di Demetrio Delfino, coinvolto nell’inchiesta in qualità di ex consigliere comunale – poi rieletto e nominato assessore – in relazione alla nomina di Antonino Castorina, avvenuta nel gennaio 2018, a componente della commissione elettorale comunale.
Nell’inchiesta è indagato anche il presidente di seggio Carmelo Giustra, già arrestato nel dicembre scorso e sulle cui dichiarazioni si sono basate le misure eseguite stamattina. Oltre a Castorina, l’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita anche per Giuseppe Saraceno, zio acquisito dell’esponente del Pd, Simone D’Ascola, Francesco Laganà e il giornalista Antonio Fortunato Morelli. Tutti facevano parte dell’entourage di Castorina. Il gip ha disposto anche l’interdizione della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per il segretario della commissione elettorale comunale Antonino Covani.
Bombardieri: “l’indagine non è conclusa”
“Questo è un secondo passaggio che nasce dallo sviluppo investigativo dalle dichiarazioni di Giustra Carmelo che ci ha consentito di ricostruire quello che è avvenuto all’interno dell’entourage di Castorina. La Digos ha verificato documentalmente quello che è avvenuto nella fase precedente”. Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nel corso della conferenza stampa sui dettagli dell’inchiesta sui brogli elettorali alle ultime comunali di Reggio Calabria che ha portato al secondo arresto del consigliere comunale del Pd Nino Castorina e del suo entourage.
“Vediamo il coinvolgimento – ha aggiunto il Procuratore – non solo di Castorina ma anche di una serie di soggetti a lui vicini”. Il riferimento è allo zio dell’esponente politico, Giuseppe Saraceno, e ai componenti della sua segreteria: Simone D’Ascola, Francesco Laganò e Antonio Fortunato Morelli. “C’è un quadro delittuoso ben più ampio e l’indagine non si è conclusa” ha detto ancora Bombardieri parlando di quella che definisce “la macchina organizzativa dell’indagato Castorina” e di “arroganza delle condotte”. Per il procuratore si è trattato di “un articolato sistema. Castorina ben prima si era illegittimamente proposto ed era stato ammesso come componente della commissione elettorale comunale, cioè quella che procede alla nomina degli scrutatori. Nomina che avveniva secondo i suoi desiderata. Vi è una macchina che ha creato le condizioni per cui Castorina ha potuto porre in essere le sue azioni delittuose”.



















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