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DL Sostegno, stop ai licenziamenti fino a giugno e proroga della Cig a tutto il 2021

Italia

DL Sostegno, stop ai licenziamenti fino a giugno e proroga della Cig a tutto il 2021

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Sono alcune delle misure indicate in una ipotesi preliminare del decreto Sostegno a cui sta lavorando il Governo, che dovrebbe essere approvato entro 7/10 giorni almeno nella sua bozza preliminare. Due miliardi per i vaccini e sospensione delle cartelle esattoriali per altri due mesi

 

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COSENZA – Addio al decreto Ristori, si lavora al nuovo DL Sostegno. Il quinto capitolo del dossier per l’erogazione di fondi a sostegno delle categorie colpite dalla pandemia Covid, è stato definitivamente accantonato. Al suo posto, in discontinuità rispetto al precedente esecutivo, la squadra di governo guidata da Mario Draghi lavora al Dl sostegno, il primo di una lunga serie di decreti pensati per contrastare le perdite e la disoccupazione generati dal coronavirus. Iniziate le prime riunioni e i primi confronti, è stata presentata un’ipotesi preliminare con le prime misure che dovrebbero essere incluse nel decreto e che riguardano la sospensione dell’invio di nuove cartelle per altri due mesi fino a fine aprile, altri due miliardi di euro per i vaccini – compreso il trasporto e la somministrazione, e terapie anti-Covid- lo stop ai licenziamenti fino a fine giugno e la proroga della Cig Covid per tutto l’anno 2021. Il decreto dovrebbe inoltre reintrodurre il congedo parentale Covid al 50% della retribuzione per i genitori degli under 14 che fanno scuola didattica a distanza scaduto il 31 dicembre.  Il decreto sarà oggetto di riunioni continue in settimana per arrivare, secondo quanto si apprende, a una bozza condivisa entro 7-10 giorni. Draghi potrà contare sui 32 miliardi di euro di extradecifit approvati in Parlamento e sui quali è arrivata l’autorizzazione da parte dell’Europa.

Indennizzi a fondo perduto e vaccini

Per i vaccini si delinea in una prima fase l’intervento dei medici di famiglia mentre in una seconda fase sarebbero coinvolte anche le farmacie. Nel primo schema del provvedimento è previsto anche un nuovo meccanismo per gli indennizzi a fondo perduto alle imprese che dovrebbe passare attraverso una piattaforma gestita da Sogei, cui si aggiungerebbe, per lo sci, una ulteriore dote di 600 milioni. Per la filiera della montagna, però, si starebbe ragionando su come modulare in modo diverso l’intervento. Così come si starebbe valutando se rafforzare ulteriormente il finanziamento per il piano vaccinale e sarebbe ancora in discussione la modalità con cui fare ripartire la riscossione delle cartelle.  Si lavora ad eliminare il codice Ateco. La perdita di fatturato e il possesso di requisiti potrà essere attestato con un’autocertificazione da inviare all’Agenzia delle Entrate. L’ipotesi prevede un intervento su 2.700.000 tra imprese e professionisti, indennizzo previsti (imprese e professionisti) con fatturato fino a 5 milioni dimostrando una perdita del 33% della media mensile fatturato anno 2019 con la media mensile fatturato 2020. Ristoro del 25% della perdita con un fatturato da 101 mila a 400 mila euro annuo, 20% della perdita con un fatturato da 401 mila a 1 milione euro annuo e 15% della perdita con un fatturato da 1 milione 5 milioni di euro all’anno.

Stop cartelle e pace fiscale

Lo schema di lavoro al momento indicherebbe un nuovo stop generalizzato fino al 30 aprile sia per l’invio di nuovi atti sia per il pagamento delle rate della cosiddetta ‘pace fiscale’, cioè la rottamazione ter e il saldo e stralcio. Il capitolo fiscale, peraltro, potrebbe anche contenere un nuovo stralcio delle cartelle ferme da anni nel magazzino: si ipotizza di cancellare quelle tra il 2000 e il 2015 per importi massimi fino a 5mila euro comprese sanzioni e interessi. L’intervento riguarderebbe 60 milioni di cartelle e avrebbe un costo di due miliardi tra 2021 e 2022.

 

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