Italia
Vertice di governo per la nuova stretta. Lockdown nel week-end e coprifuoco anticipato

In corso un vertice con gli esperti del CTS e il Governo per studiare nuove misure contro l’avanzata dell’epidemia e anche in vista dell’accelerazione della campagna vaccinale. Diverse le ipotesi sul tavolo: dal coprifuoco anticipato di due ore al lockdown nei fine settimana per 30/40 giorni
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COSENZA – Non c’è Mario Draghi nel vertice di Governo convocato dallo stesso premier nel primo pomeriggio e al quale partecipano il commissario all’emergenza Figliuolo, i ministri Speranza, Gelmini, Patuanelli, Giorgetti, Franceschini e Bonetti oltre al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli. Con l’avanzata del virus e in attesa dell’accelerazione della campagna vaccinale, il nuovo Dpcm, entrato in vigore da pochi giorni fa e valido fino a Pasqua, sembra non bastare più ed è sempre più certo un ulteriore rafforzamento delle misure anti-contagio, per far abbassare la curva e permettere alle strutture sanitarie di gestire i ricoveri che continuano a registrarsi a ritmo sempre più sostenuto. Continua infatti a crescere di nuovo il peso della pandemia nelle terapie intensive italiane, dove l’occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid torna a raggiungere, a livello nazionale, il 29% ovvero appena un punto sotto la soglia definita critica. E sono ben 11 le regioni che la superano. E’ quanto emerge dal monitoraggio realizzato dall’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) aggiornato al 7 marzo, che mostra, rispetto ai dati del primo marzo, una crescita del 4% a livello nazionale e due regioni in più oltre soglia. Le 11 regioni che superano il 30%, ovvero il livello definito ‘critico’ poiché una volta superato risulta difficile poter assistere ad altri pazienti non Covid, viene superato da: Abruzzo (40%), Emilia Romagna (37%), Friuli Venezia Giulia (33%), Lombardia (40%), Marche (42%), Molise (49%), PA di Bolzano (38%), PA di Trento (53%), Piemonte (32%), Toscana (34%), Umbria (58%).
Ulteriori misure nel sistema a “colori”
Con il sistema a fasce colorate, che rimane in piedi, occorre rafforzare ulteriormente con ulteriori misure. Ed allora si studiano diverse ipotesi: dalla zona rossa nei fine settimana per 30/40 giorni lasciando maggiore libertà nei giorni centrali della settimana, al coprifuoco anticipato alle 19 o alle 20 (al momento è alle 22) ad esclusione delle zone bianche dove il tasso di contagio è inferiore ai 50 casi ogni 100mila abitanti. Anche in questo fine settimana, infatti, si sono ripetute le consuete scene di assembramenti nelle zone della movida e nei centri città. Per questo motivo è stata emanata ieri una nuova circolare del Viminale, nella quale si prevedono maggiori controlli nelle zone della movida nei giorni festivi e prefestivi “anche a seguito di recenti episodi di assembramento verificatisi in alcuni grandi capoluoghi nell’imminenza del ‘passaggio’ a una zona caratterizzata da misure più restrittive”. Saranno predisposti “servizi di controllo mirati” in collaborazione con le polizie locali “nelle zone urbane usualmente interessate dal fenomeno della movida, sia in circostanze analoghe a quelle surricordate come anche nei giorni festivi e prefestivi”.
Tutto ruota intorno alla maggior trasmissione del virus dovuto alle varianti. Per questo il CTS ha si ribadito, analogamente a quanto avviene in altri paesi Europei, un rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere rapidamente una mitigazione/contenimento del fenomeno epidemico, indipendentemente dai valori di incidenza. Nel corso della riunione gli esperti hanno anche auspicato una “tempestiva conclusione” della revisione dei parametri del monitoraggio, in modo da rendere “più rapida l’azione di contenimento/mitigazione” da attuare sia a livello nazionale che locale. Nel Dpcm entrato in vigore sabato, è stato inoltre previsto che le scuole di ogni ordine e grado devono passare in didattica a distanza nelle zone dove l’incidenza supera i 250 casi ogni 100mila abitanti. Questa stessa soglia il Cts l’aveva proposta lo scorso 8 gennaio per far scattare in automatico la zona rossa, ma era stata bocciata dai presidenti di Regione e poi accantonata dal governo che non l’aveva inserita nel Dpcm del 14 gennaio. Ora invece è stata recepita, ma solo per quanto riguarda le scuole e si è lasciato ai governatori la responsabilità di intervenire ulteriormente. Gli esperti hanno però ribadito al governo che alla limitazione dell’attività scolastica faccia seguito anche una limitazione degli altri servizi, compresa la chiusura dei centri commerciali, estendendo il parametro di 250 casi su 100 mila abitanti per sette giorni consecutivi per il passaggio diretto in zona rossa.


















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