Calabria
In Calabria fermi 36mila vaccini AstraZeneca. Dosi residue “farle chi è disponibile”
Ordinanza del commissario Figliuolo per non buttare le dosi residue “vaccinare anche persone disponibili al momento”

COSENZA – Sono circa 36mila le dosi di vaccino Astrazeneca ferme in Calabria dopo la sospensione cautelare decisa dall’Aifa. Fino ad oggi, delle dosi giunte nella regione, ne sono state utilizzate circa 25mila su soggetti che dovranno ricevere la seconda dose per completare il ciclo. Molte delle dosi nei frigoriferi, quindi, saranno destinate – quando l’Aifa autorizzerà la ripresa della vaccinazione – ad ultimare il ciclo vaccinale. Intanto, anche in Calabria, pur a campagna sospesa, cominciano a giungere nei centri vaccinali della regione alcune rinunce di soggetti che erano già programmati per ricevere la dose di Astrazeneca. Quanto la sospensione abbia creato riluttanza tra i calabresi, però, lo si potrà capire solo alla ripresa delle inoculazioni.
Speranza “giusta la cautela, presto risposte”
“La decisione di ieri di sospendere AstraZeneca è di natura precauzionale e la decisione è emersa dopo una valutazione dell’istituto tedesco per i vaccini. C’è stato un confronto tra i ministri della salute: ora i governi attendono il giudizio Ema per giovedì e siamo fiduciosi che possano emergere tutti gli elementi di rassicurazione per consentirci di riprendere la vaccinazione. E’ giusto avere cautela“. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza che ha anche spiegato che “rispetto alla posizione emersa dall’istituto federale tedesco per i vaccini Paul Ehrlich, che ha rilevato una rara forma di trombosi seguita temporalmente alla vaccinazione con il vaccino di AstraZeneca, “c’è stato – ha spiegato Speranza – un confronto prima a livello tecnico tra i direttori delle agenzie regolatorie e poi a livello politico tra i ministri della salute che ha portato ad una misura di natura puramente precauzionale. Chi ha fatto già il vaccino AstraZeneca non ha ragione di essere preoccupato, questa è una pausa solo precauzionale. I vaccini sono e restano l’arma fondamentale con cui uscire da questi mesi difficili”, ha spiegato ancora il ministro. “Quando emergono fatti nuovi come ieri è giusto fermarsi per fare una verifica, questo deve aumentare fiducia dei cittadini”, ha detto. I governi si sono mossi in modo unitario nella giornata di ieri e ora si attende la pronuncia di Ema. E’ giusto avere la massima cautela e ci aspettiamo che Ema analizzi con il massimo rigore i dati” . “Ci auguriamo unitariamente con gli altri Paesi che questo sia un giudizio positivo e ci consenta di ripartire , e l’auspicio – ha concluso – è che i paesi europei possano farlo insieme”.
Ordinanza “Vaccinare anche chi passa per non perdere le dosi”
Intanto le dosi di vaccino anti-Covid “eventualmente residue a fine giornata, qualora non conservabili, siano eccezionalmente somministrate per ottimizzare l’impiego evitando sprechi, in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l’ordine di priorità individuato dal Piano nazionale e le successive Raccomandazioni”. È quanto prevede un’ordinanza della Presidenza del Consiglio, firmata dal commissario straordinario per l’emergenza Covid Paolo Figliuolo. Il neo commissario all’emergenza Covid-19, all’indomani della presentazione del nuovo piano vaccinale aveva evidenziato che per non sprecare le dosi “se ci sono le classi prioritarie che possono utilizzarlo bene, altrimenti si va su classi vicine o sennò su chiunque passa va vaccinato“. “Dobbiamo accelerare, a settembre dobbiamo arrivare all’80% di italiani vaccinati – aveva ribadito Figliuolo alla sua prima uscita in tv. Bisogna cambiare passo: più vaccini e più vaccinatori” è lo slogan. Il commissario ha assicurato che il nuovo piano ha recepito il problema dei caregiver, di chi si occupa dei disabili, “e devono essere vaccinati i genitori, i tutori, i badanti per dirla in italiano: sarebbe delittuoso non farlo”. Figliuolo si è detto convinto che Italia sconfiggerà “il terribile virus”.


















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