Cosenza
Omicidio Ruffolo, condannato a 28 anni di carcere Massimiliano D’Elia
Ruffolo venne freddato a colpi di pistola mentre era in auto e percorreva via degli Stadi. Il Pm aveva chiesto l’ergastolo

COSENZA – La Corte d’Assise di Cosenza ha condannato a 28 anni e 6 mesi di carcere Massimiliano D’Elia accusato dell’omicidio di Giuseppe Ruffolo. Nella sentenza della Corte di assise è stato escluso l’aggravante dei motivi abietti e futili e ritenuto le altre aggravanti, tranne quella mafiosa, equivalenti alle attenuanti generiche. Il PM Vito Valerio aveva chiesto l’ergastolo.
Un delitto, quello di Ruffolo, che scosse la città di Cosenza. Compiuto alle 19:00 del tardo pomeriggio del 23 settembre 2011, in pieno centro abitato all’inizio di via degli Stadi, con la strada affollata di gente. Giuseppe Ruffolo pregiudicato di 33 anni, per reati contro il patrimonio, era stato affiancato dal sicario che evidentemente conosceva bene le sue abitudini e sapeva che intorno a quell’ora, sarebbe tornato a casa percorrendo questa strada dove aveva la sua attività di trasporti. E con il traffico caotica di una sera di fine estate, non fu difficile affiancarlo e sparargli contro numerosi colpi d’arma da fuoco. Alcuni testimoni raccontarono che l’auto, una Alfa Romeo, venne affiancata da uno scooter di grossa cilindrata con a bordo il sicario con il volto coperto dal casco, che esplose almeno cinque colpi attraverso il finestrino contro Ruffolo.
Quello scooter venne successivamente ritrovato in fiamme in un bosco di Rovito. Un vero e proprio agguato di ‘ndrangheta. Ruffolo, che aveva una ditta di autotrasporti avrebbe tentato di salire sull’auto di un ragazzo che passava nella zona dell’agguato e che lo portò in ospedale dove però giunse in fin di vita. Due settimane dopo sarebbe dovuto entrare in tribunale per una storia di usura che lo vedeva coinvolto insieme al padre.



















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