Calabria
L'ARRESTO
Dopo 4 anni di latitanza, catturato in Spagna Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”
Il presunto elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta è stato arrestato a Soria dopo un’indagine coordinata dalla Dda di Reggio Calabria con il supporto delle autorità spagnole e di Interpol. Ora sarà avviata la procedura per il trasferimento in Italia, dove dovrà scontare oltre 19 anni di carcere

REGGIO CALABRIA – Si conclude dopo quattro anni la latitanza di Domenico Paviglianiti, detto “Don Mico”, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta operante nella provincia di Reggio Calabria. Il latitante è stato arrestato a Soria, nell’entroterra spagnolo, a circa 200 chilometri da Madrid, dagli agenti della Policia Nacional.
L’operazione è stata condotta nell’ambito delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli, e sviluppate dalla Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, con la cooperazione delle autorità spagnole e il supporto dell’unità I-Can di Interpol. Paviglianiti era irreperibile dal 2022, quando nei suoi confronti era stato emesso un ordine di esecuzione per cumulo pene della Procura della Repubblica di Bologna. Deve scontare oltre 19 anni di reclusione per associazione mafiosa, omicidio e reati in materia di armi.
La latitanza di Paviglianiti e l’arresto nell’entroterra spagnolo
Gli investigatori sono riusciti a localizzare il latitante monitorando alcuni soggetti appartenenti alla sua rete relazionale e seguendone gli spostamenti tra Italia e Spagna, Paese nel quale Paviglianiti si era stabilito già dagli anni Novanta. L’attività di osservazione e pedinamento ha consentito di individuarlo e bloccarlo all’uscita di un ristorante.
Secondo la Procura di Reggio Calabria, il suo percorso criminale si inserisce nel contesto della cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta, durante la quale si schierò a sostegno della cosca De Stefano contro il gruppo Condello. Negli anni è stato raggiunto da numerosi provvedimenti restrittivi e condanne definitive per associazione di tipo mafioso, omicidio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Tra queste figura una condanna all’ergastolo, successivamente rideterminata in 30 anni di carcere, alla quale si è aggiunta un’ulteriore condanna per omicidio e altri gravi reati.
Le precedenti catture e il rientro in Italia
Non era la prima volta che Domenico Paviglianiti sceglieva la Spagna come rifugio durante la latitanza. Era già stato arrestato nel Paese iberico nel 1996 e nel 2021. Tornato successivamente in libertà, si era reso nuovamente irreperibile fino all’emissione, nel luglio 2022, di un nuovo mandato di arresto europeo. Con la cattura avvenuta a Soria si chiude un’altra fase della sua fuga. Nei prossimi giorni, su richiesta della Procura di Reggio Calabria, saranno avviate le procedure per il trasferimento in Italia, dove dovrà espiare la pena residua di oltre 19 anni di carcere



















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