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Scuola, ipotesi ritorno in presenza dopo Pasqua. Verso un allentamento delle misure

Italia

Scuola, ipotesi ritorno in presenza dopo Pasqua. Verso un allentamento delle misure

Mentre si lavora alle nuove misure anti-covid, con un possibile allentamento, si ipotizza anche il ritorno in presenza a scuola dopo Pasqua e fino alla 1 media

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COSENZA – Un vertice sulle prossime misure anti-Covid da mettere in campo in vista della scadenza di quelle attualmente in vigore e valide fino al 6 aprile. Il ministro della Salute Roberto Speranza il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, e il coordinatore Franco Locatelli, si sono recati oggi nella sede del governo per un’incontro durato circa un’ora al quale ha partecipato anche il Premier Mario Draghi.

La questione è spinosa perché occorrerà capire se confermare un ulteriore stretta dopo Pasqua o si andare verso un graduale allentamento delle restrizioni come ha invece sottolineato il ministro dell’Economia Daniele Franco “un primo allentamento delle restrizioni potrà arrivare dopo Pasqua – ha detto – mentre le misure di sostegno verranno ridotte gradualmente verso la fine dell’anno.  I primi segnali positivi per l’economia italiana arriveranno già nelle prossime settimane” ha aggiunto il ministro sottolineando che “verrà proposto al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio di ammontare non ancora definito per far fronte ai danni provocati dalla terza ondata del Covid. Secondo le indiscrezioni il nuovo intervento dovrebbe aggirarsi fra 15 e 20 miliardi da aggiungere ai 32 approvati venerdì.

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Scuola ipotesi riparatura fino alla prima media

Altro nodo da sciogliere è quello relativo alla riapertura delle scuole. L’orientamento è quello di riaprire le scuole e di far tornare in presenza gli studenti, non solo i più piccoli, la fascia da 0 a 6 anni, ma anche quelli fino alla prima media. Secondo quanto apprende l’AGI, al ministero dell’Istruzione si lavora su questo fronte tenendo sempre sotto controllo l’andamento dei contagi perché, viene ribadito a più riprese, la situazione è ancora troppo incerta e la prudenza resta la parola chiave. L’obiettivo del rientro in classe, però, è  prevalente come ribadito in diverse occasioni dallo stesso ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. In ogni caso, dopo il 6 aprile – quando scadrà il dpcm – resterà la suddivisione delle Regioni in colori a seconda del grado di rischio, e gli istituti scolastici resteranno chiusi nelle zone rosse, su questo non trapelano al momento valutazioni diverse. Mentre, potranno riaprire i cancelli delle scuole in zona arancione, gialla e naturalmente bianca. Resterà anche, viene spiegato da fonti qualificate, il limite dei 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti come soglia per far scattare in automatico la chiusura delle scuole.

Ancora, rimarrà per le Regioni la possibilità di intervenire con misure più restrittive, così come già avvenuto, ad esempio, nei casi della Campania o della Puglia dove i rispettivi Governatori hanno optato per la dad per tutti gli studenti, in via cautelativa, quando i dati del contagio nella regione sono stati considerati allarmanti. Lo scopo è quello di uscire con prudenza da una situazione epidemiologica ancora instabile – molti esperti fanno notare che nonostante un primo rallentamento dei casi, il picco non è ancora stato superato – e sul fronte dell’andamento dei contagi al ministero, dove è arrivato Agostino Miozzo, si sta lavorando per mettere a sistema il monitoraggio. Per abbandonare la dad, si spera in modo definitivo, si confida nel mese di maggio in cui le temperature più alte ma anche la campagna vaccinale (se ci sarà l’accelerazione auspicata e promessa dal governo e dal commissario per l’emergenza Covid, Figliuolo) potrebbero portare più Regioni in ‘giallo’ e questo potrebbe restituire le lezioni in presenza ai ragazzi. L’auspicio è che almeno metà della popolazione scolastica torni in classe, in vista anche degli esami di terza media e di maturità che si terranno a giugno. Esami che da ordinanza ministeriale sono previsti in presenza.

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