Calabria
In Calabria l’RT sale a 1.37. Rischio moderato con “alta probabilità di progressione”
Sale ancora l’indice RT in Calabria che si attesta a 1.37 mentre l’incidenza è di 116 casi. Aumenta ancora la soglia dei posti letto occupati

La Calabria resta ancora in bilico ma dovrebbe alla fine mantenere la zona arancione. C’era attesta per i nuovi dati della cabina di monitoraggio con la regione nuovamente a rischio zona rossa causa dell’aumento dei casi, dell’incidenza e del numero dei posti letto occupati. Valori, che in base al nuovo monitoraggio, continuano ad aumentare e a peggiorare. L’indice Rt di quest’ultima settimana passa da 1.36 a 1.37 (range 1.25 – 1.51) ed ha un valore, nel limite inferiore, maggiore di 1,25 e compatibile con uno scenario di tipo 3.
Resta regione a rischio moderato ma, così come la scorsa settimana, rimane l’allerta di elevata probabilità di progredire a rischio alto. L‘incidenza in una settimana è salita a 116 casi ogni 100mila abitanti (132 casi a 14 giorni) ma resta di molto sotto quota 250 e rimane attenzionata la soglia limite dei posti letto occupati, che sale ancora soprattutto in area medica. Resta comunque basso l’impatto, mentre c’è un’allerta relativa alla resilienza dei servizi sanitari territoriali, in particolare in provincia di Cosenza e la risalita dei focolai. Adesso toccherà al Ministro Speranza, sulla base di nuovi dati e delle comunicazioni della cabina di regia, stabilire se la Calabria rimarrà ancora in zona arancione come la scorsa settimana, visto che la soglia 1.25 con cui si entra nella fascia di rischio più alta non è stata superata nel dato minimo della forbice.
“C’è una riduzione della trasmissibilità con Rt in Italia che è sceso a 1,08 (era a 1,16) “ma che comunque rimane sopra 1 e ciò significa che comunque il virus tende ad espandersi. Bisogna dunque mantenere le misure” ha detto il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia organizzata dal ministero della Salute ricordando la necessità di mantenere misure di rigore anche in presenza di una decrescita dell’indice”. Inoltre, “i dati di incidenza, trasmissibilità ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnate da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione” ha detto ancora Brusaferro che ha poi ribadito “anche alla luce del sostenuto aumento della prevalenza di alcune varianti virali, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità”. L’età media di chi contrae l’infezione è tra 40 e 50 anni, un dato costante, ma si comincia a vedere un decremento nei casi, anche tra gli operatori sanitari per i quali rappresenta un evento positivo dovuto alla vaccinazione” ha concluso.
In Italia scende l’RT. Leggera diminuzione dell’incidenza
L’indice Rt in Italia è in lieve calo a 1,08. Il nuovo dato arriva dal monitoraggio della cabina di Regia ministero della Salute-Iss, riunita oggi come ogni venerdì per fare il punto sui colori delle Regioni. L’Rt era stabile a 1,16 da due settimane. In calo anche l’incidenza settimanale, scesa leggermente sotto la soglia considerata critica di 250 casi settimanali per centomila abitanti. Secondo il monitoraggio settimanale, nel periodo fra il 15 marzo ed il 21 marzo si osserva, dopo varie settimane di aumento, si registra una iniziale diminuzione nella incidenza rispetto alla settimana precedente (240,3 per 100.000 abitanti (15/03/2021-21/03/2021) rispetto 250,0 per 100.000 abitanti (08/03/2021-14/03/2021), dati flusso Iss. L’incidenza, comunque, resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.
In generale si osserva un miglioramento complessivo del rischio legato alla diffusione del virus, sebbene complessivamente ancora alto. Cinque Regioni (Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) hanno un livello di rischio alto. Tredici Regioni/PPAA hanno una classificazione di rischio moderato (di cui dieci ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e tre hanno una classificazione di rischio basso (Basilicata, Campania, e la Provincia Autonoma di Bolzano).
Aumentano ancora le terapie intensive e i ricoveri
Rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: 12 rispetto alle 13 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è’ complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (39% rispetto al 36% per cento della scorsa settimana. Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento passando da 3.256 del 16 marzo a 3.546 del 23 marzo Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (43% complessivo) con un forte aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: si passa da 26.098 persone il 16 marzo a 28.428 del 23 marzo.
Secondo il report sul monitoraggio settimanale della Cabina di regia del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, tredici Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, una Regione (Valle d’Aosta) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,5 compatibile con uno scenario di tipo 4, e un‘altra (Calabria) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3. Otto Regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni/PPAA hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno.



















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