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Nuovo “visita” di Morra all’Usca di Cosenza. Lui “non ero coperto e non sono entrato”

Cosenza

Nuovo “visita” di Morra all’Usca di Cosenza. Lui “non ero coperto e non sono entrato”

Si è presentato alla sede Uca di Cosenza lamentando il caos e telefonando al commissario La Regina “non sono entrato dentro e non ero coperto da cappuccio”

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COSENZA – Si è presentato nuovamente all’Asp di Cosenza, ma questa volta al centro vaccinale di via degli stadi, dove c’è anche la sede Usca per i tamponi, il senatore Nicola Morra. Il presidente della Commissione antimafia era vestito con una tuta nera e un cappuccio. Ha lamentato il caos che c’era oggi in via degli Stadi, dove contemporaneamente avvenivamo le vaccinazioni ed era attivo il drive-in per i tamponi e la presenza di troppe persone. Morra ha anche telefonato al commissario dell’Asp Vincenzo La Regina per avvisarlo della sua presenza. Secondo quanto si apprende, il commissario dell’Asp ha risposto a Morra che prendeva atto di quanto comunicato e avrebbe provveduto a capire cosa stava succedendo, una volta terminato l’incontro con il generale Francesco Paolo Figliuolo in visita questa mattina al centro vaccinale dell’esercito.

 

Morra “Dipinto come Diabolik, hanno scritto castronerie”

Lo stesso Morra, con un video su Facebook, ha spiegato come non sia assolutamente vero che si sia presentato coperto da un cappuccio per rendersi irriconoscibili e, soprattutto, racconta, “ho ritenuto doveroso comunicare al commissario La Regina, visto il caos che si era creato e per le segnalazioni arrivate dai cittadini, ma prima di avvicinarmi all’USCA e non sono mai entrato dentro, visto che sono rimasto a 30/40 metri dalla porta di accesso alla struttura, per non creare ulteriori problemi. Siccome la mattina ‘frescheggia’, come si dice da queste parti, indossavo il cappuccio della mia felpa, unitamente alla mascherina come pare sia necessario indossare nei luoghi pubblici” mette in chiaro il senatore precisando che nonostante questo “non solo sono stato riconosciuti da alcuni automobilisti, ma anche da una troupe di Rete 4 che infatti mi ha intervistato”. “Hanno scritto che ero quasi irriconoscibile, anzi, che sarei entrato sotto mentite spoglie davanti il centro vaccinale di Cosenza, nella cui prossimità mi ero recato perché mi erano arrivate segnalazioni di caos, con assembramenti e mobilità in tilt. Ho in effetti verificato come il traffico fosse congestionato, poi sono arrivati ulteriori poliziotti chiamati da altre persone proprio per il disordine che si era creato. Successivamente è arrivata la municipale ed entro un’ora la situazione è tornata nella normalità. Chi ha scritto che ero incappucciato per nascondermi, dice delle enormi castronerie, tanto è vero che sono stato riconosciuto subito e mi ha anche fermato una troupe di Rete 4 a cui ho rilasciato un’intervista”.

Vengo rappresentato come Diabolik solo perché indosso un cappuccio, senza che ci si ricordi che sono presidente dell’Antimafia e che Diabolik era anche il nome di quel tifoso, Piscitelli, che fu ammazzato perché aveva avuto problemi con la ‘ndragheta per questioni di droga Se escono certi articoli, che sono carta straccia, aggiunge Morra – vuol dire che c’è qualcuno che mi teme e mi teme perché sto mettendo le mani in qualcosa che non deve esser disvelato: forse si tratta di chi ha mangiato sull’Asp di Cosenza che ha circa 1 miliardo di ero di buchi, per quello che si sa… E sempre che non ci siano altri debiti fuori bilancio, perché molto spesso si legge che alla ragioneria dell’ente arrivano richieste di pagamenti per debiti di cui non si conosceva l’esistenza”.

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