Calabria
“Fake Green”: falsi braccianti in 7 aziende fantasma, 18 misure cautelari
L’operazione dei carabinieri ha scoperto l’ennesima truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Sequestrati beni per 110 mila euro. Arrestato il responsabile di un CAF

REGGIO CALABRIA – Sono 18 i soggetti indagati perchè ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate nel 2019 dai carabinieri di Villa San Giovanni e della stazione di San Roberto. Le 18 persone sono accusate di aver ideato, promosso e realizzato una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe aggravate e continuate ai danni dell’INPS, mediante la creazione di 7 aziende agricole “fantasma”, inducendo in errore l’ente previdenziale, ciò allo scopo di far percepire ai richiedenti, falsi braccianti agricoli, dietro compenso di denaro o altra ingiusta utilità, le varie indennità previdenziali (disoccupazione, malattia, maternità e contributi genericamente previdenziali).
Determinanti per le indagini sono stati i sopralluoghi sui terreni dove dovevano operare le aziende agricole e, soprattutto, l’acquisizione di preziosi elementi informativi, mediante l’escussione di testimoni, persone a conoscenza anche solo di indizi in merito al consolidato metodo che permetteva al sodalizio criminale di percepire indebitamente contributi statali ed europei.
Il ruolo del responsabile di un CAF
La figura principale del sodalizio criminale secondo gli investigatori è Giuseppe Romeo, 65enne, finito agli arresti domiciliari responsabile di un ufficio CAF di Reggio Calabria, ritenuto al vertice dell’organizzazione, quale capo e organizzatore dell’associazione e promotore dei singoli reati fine, alla cui realizzazione contribuiva attivamente partecipando a tutte le fasi delle condotte fraudolenti. Dalla creazione delle aziende agricole, di fatto non operative, alla denuncia dei falsi rapporti di lavoro, all’istruzione delle varie pratiche previdenziali fino all’inoltro delle istanze volte alla percezione di indennità previdenziali ed assistenziali e alla ripartizione delle somme indebitamente percepite dai finti braccianti agricoli.

Romeo era il punto di riferimento per tutti gli associati, i quali comunque partecipavano con consapevolezza e sono risultati essere membri stabili dell’associazione, aderendovi attivamente e mettendo a disposizione i propri terreni e le proprie aziende agricole, presso le quali, sotto la regia di Romeo, assumevano fittiziamente braccianti agricoli, al fine di consentire loro di richiedere ed ottenere indebitamente l’elargizione da parte dell’INPS di indennità previdenziali ed assistenziali che poi venivano ripartite tra tutte le parti interessate.
Oltre a Romeo che è stato arrestato sono stati eseguiti 17 obblighi di presentazione all’Autorità di Polizia Giudiziaria ed è stato disposto il sequestro preventivo di un importo di euro 110.000 euro circa considerato il profitto dei reati fine di truffa aggravata ai danni dell’INPS e dell’ARCEA per il conseguimento di erogazioni pubbliche comunitarie.



















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