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La provincia di Cosenza a secco di vaccini, Calabria ancora ultima in Italia

Cosenza

La provincia di Cosenza a secco di vaccini, Calabria ancora ultima in Italia

Procede a rilento la campagna vaccinale in Calabria che è ancora fanalino di coda con il 76,7% delle dosi somministrate rispetto a quelle ricevute. Nel cosentino non ci sono neanche le dosi sufficienti a coprire i richiami

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COSENZA – La Calabria resta all’ultimo posto con il 76,7% dei vaccini somministrati secondo l’indagine de Il Sole 24 Ore. E pensare che pochi giorni fa, il generale Francesco Paolo Figliuolo, responsabile dell’emergenza Covid in Italia aveva dichiarato a Cosenza che non vi fosse alcun problema per la Calabria, soprattutto relativamente all’approvvigionamento dei vaccini. Oggi invece si registra l’ennesimo rallentamento dovuto proprio alla carenza delle dosi, specie quelle del siero Pfizer-BioNTech, per gli over 80.

Infatti, secondo quanto si apprende, al momento il distretto sanitario di Cosenza sta inoculando poche dosi riferite ai richiami ma, se domani così come previsto, non dovesse arriva un numero cospicuo di dosi di vaccino, la situazione sarebbe ulteriormente rallentata visto che la priorità sarà data ai richiami in calendario.

A supporto di questa carenza, sia il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, che il primo cittadino di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso, hanno trasmesso una missiva alla Regione Calabria “per chiedere di approvvigionare, nel più breve tempo possibile, i centri vaccinali della città di Cosenza e della provincia delle dosi mancanti, per come segnalato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asp”.

Occhiuto scrive di essere stato informato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Cosenza “che in provincia mancano, per la prossima settimana, 8.000 dosi di seconda somministrazione Pfizer e 3.000 dosi di prima somministrazione Moderna. Il quantitativo principale riguarda essenzialmente l’area urbana di Cosenza e Rende per circa il 50 per cento”.

Anche Gianni Papasso ha chiesto “con urgenza l’invio delle necessarie dosi di vaccino, al fine di completare la vaccinazione degli ultraottantenni. Dal 24 marzo – scrive il sindaco di Cassano – sarebbe dovuta partire l’inoculazione della dose di richiamo, ma, purtroppo, non ci sono vaccini sufficienti”, definendo la situazione “inaccettabile ed intollerabile”.

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