Italia
AstraZeneca, in Germania stop dosi agli under 60. Ema “non c’è rischio legato all’età”
Il nuovo allarme della Germania su possibili casi di trombosi cerebrali. L’Ema ribadisce “casi molto rari e non legati all’età”

COSENZA – Non c’è nessun rischio specifico legato all’età per il vaccino AstraZeneca. Lo riferisce l’Ema in un comunicato. Per questo pomeriggio era previsto un briefing tecnico con aggiornamenti sul processo di revisione in atto sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca, dopo la nuova decisione della Germania che ha deciso di sospendere le somministrazioni alle persone sotto i 60 anni. “Un nesso causale” degli eventi rari di trombosi “con il vaccino” di AstraZeneca “non è dimostrato ma è possibile e ulteriori analisi sono in corso” ha ribadito l’Agenzia europea del farmaco in una nota. La dichiarazione dell’Ema arriva in seguito alle consultazioni con gli esperti degli Stati membri e internazionali, dopo il nuovo allarme tedesco sulle trombosi cerebrali in seguito alla somministrazione del vaccino AstraZeneca (oggi Vaxzevria). Lo rende noto la portavoce della Commissione europea, Dana Spinant. “Prendiamo nota” della decisione tedesca, ha detto Spinant, “l’Ema è in contatto con gli esperti degli Stati e altri regolatori internazionali e capiamo che ci sarà una comunicazione nel pomeriggio”.
Ema “nessun fattore di rischio legato all’età”
Al momento la revisione in corso da parte dell’Ema su “casi molto rari di trombi sanguigni associati con numeri bassi di piastrine, in persone vaccinate con il vaccino di AstraZeneca” contro il Covid-19 “non ha identificato per questi eventi molto rari nessun fattore di rischio specifico, come l’età, il sesso o precedenti medici di disturbi con trombi” segnalate dopo la somministrazione del prodotto, ha aggiunto l’Ema informando che il comitato di farmacovigilanza Prac si riunisce oggi nell’ambito della revisione su questi episodi. “Lunedì 29 marzo l’EMA ha convocato una riunione del gruppo di esperti” costituito “ad hoc per fornire ulteriori contributi alla valutazione in corso – ricorda l’ente regolatorio Ue – Esperti esterni indipendenti”, afferenti a un’ampia “gamma di specialità mediche, inclusi ematologi, neurologi ed epidemiologi, hanno discusso aspetti specifici come possibili meccanismi” di queste trombosi rare, “se è possibile identificare fattori di rischio sottostanti, e quali dati aggiuntivi sono necessari per caratterizzare ulteriormente gli eventi osservati e il rischio potenziale.
Pregliasco “stop in Germania rischia di alimentare confusione”
“Mi sembra non condivisibile la decisione tedesca” di sospendere le vaccinazioni anti-Covid con il siero di AstraZeneca negli under 60, fascia d’età in cui si concentra la maggior parte dei casi di trombosi rare segnalate dopo la somministrazione del prodotto. E’ una misura che “crea ulteriore confusione”, dice all’Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano. Secondo l’esperto, la scelta della Germania non dovrebbe essere seguita: “L’Italia segua l’Ema“, esorta. “L’Agenzia europea del farmaco ha detto che il vaccino di AstraZeneca si può usare dai 18 anni all’infinito“, ricorda il direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi. “Ci sono delle trombosi” registrate in concomitanza con la somministrazione, “ma ad oggi scientificamente non correlate”, ribadisce il virologo insistendo sul legame temporale e non causale tra vaccinazione e forme tromboemboliche rare segnalate. “Sono manifestazioni rarissime – puntualizza – e comunque rientrano in un discorso di rapporto rischio-beneficio, che in questo momento risulta assolutamente in favore della vaccinazione”. Sono giuste “la precauzione, l’attenzione e la trasparenza, ma comunichiamo bene”, è l’appello di Pregliasco. L’Ema si è espressa, l’Aifa pure e questo secondo il medico “deve essere chiaro”.



















Social