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Il covid non molla la Calabria. Rischia di restare in zona rossa per diverse settimane

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Il covid non molla la Calabria. Rischia di restare in zona rossa per diverse settimane

I dati non migliorano, i contagi sono in aumento così come i ricoveri in area medica

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Calabria zona rossa ok

COSENZA – I dati non sono confortanti. La Calabria continua a combattere con la terza ondata del covid con numeri sempre più pesanti. Oggi sono stati più di 520 i nuovi positivi (con un rapporto tamponi-positivi del 13,29%) con 19 ricoveri in area medica, mentre i casi sono in crescita non solo in provincia di Cosenza, ma anche in quella di Catanzaro che da mesi non registrava un così alto incremento. Numeri in salita anche nel crotonese e nuovamente nel reggino. Un dato che conferma quanto emerso nel monitoraggio della settimana 24-30 marzo ad opera della Fondazione Gimbe che parla di un peggioramento dell’indicatore dei “casi attualmente positivi per 100.000 abitanti”, attestatosi a 549, con un aumento dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente del 15,5%.

Peggiorano molti indicatori, a cominciare proprio dai posti letto occupati in area medica che hanno oramai superato la soglia critica del 40%, mentre restano ancora sotto controllo quello delle terapie intensive, rimaste praticamente invariate nell’ultima settimana dove però si è registrato un pesante aumento delle vittime, molte delle quali si trovavano proprio ricoverate in rianimazione. Secondo l’ultimo report fornito dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), in Calabria i reparti covid hanno raggiunto una saturazione del 42%. Nella settimana dal 22 al 29 Marzo i ricoveri in area medica sono passati da 313 a 389 (+76) mentre solo negli ultimi 4 giorni il dato è ulteriormente salito fino a raggiungere i 408 ricoveri.

Salgono ancora contagi e ricoveri

Continuano a crescere i contagi che sono passati dai 43.667 del 22 marzo ai 46.667 del 29 di marzo con un incremento di + 2.644 nuovi positivi in ulteriore crescita rispetto ai 2.201 rilevati nella settimana dal 15 al 21 marzo. E continua ad aumentare anche l’incidenza. La scorsa settimana era salita a 116,2 casi ogni 100mila abitanti (132 in 14 giorni), ma nel nuovo monitoraggio di domani della cabina di regia dell’iSS, il dato potrebbe salire ulteriormente. Ci sono, poi, alcuni territori dove l’incidenza è ancora più alta e supera i 250 casi, soprattutto in provincia di Cosenza che resta la più colpita da questa terza pesantissima ondata, a causa anche della circolazione delle variante inglese. L’allerta di elevata probabilità di progredire a Regione a rischio alto potrebbe essere certificata domani. In ulteriore crescita anche i focolai con ben oltre il 70% dei casi che non vengono più rilevati attraverso l’attività di tracciamento oramai saltata.

Servono due settimane di dati in miglioramento

Da lunedì 29 marzo la Calabria è tornata in zona rossa dopo quattro mesi e mezzo in cui era rimasta in zona gialla (se si escludono le restrizioni del periodo natalizio per decreto) e rischia di rimanerci ben più delle canoniche due settimane. Per ambire ad un cambio di “colore”, quindi ad un allentamento delle misure, servono infatti almeno due settimane consecutive nella stessa fascia ma con i dati in miglioramento – sempre certificati dal monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità – prima di poter eventualmente passare in una zona con meno restrizioni. Se dunque è sicuro che si resterà in lockdown fino a domenica 11 aprile, con i dati attuali che continuano a mostrate un ulteriore peggioramento, il continuo aumento di contagi e di posti letto occupati, difficilmente si potrà avere un allentamento prima del 20 aprile se non addirittura del 26. Tutto questo in attesa che la campagna di vaccinazione, unica vera arma per abbattere i contagi, inizi a portare benefici anche nella nostra regione, che continua ad arrancare all’ultimo posto della classifica per numero di dosi somministrate: 268.683 somministrazioni su 356.750 dosi complessive pari al 75,3%.

Domani nuove dosi, ma scoppia la polemica

Tra domani e sabato è previsto l’arrivo di oltre 35mila dosi di Moderna e Astrazeneca. Ma a far discutere sono le 70.053 dosi alla categoria “altro” nella fascia di età 16-69 pari al 18,3% contro una media nazionale dell’8,7%, nella quale non rientrano operatori sanitari e sociosanitari, personale non sanitario, ospiti strutture residenziali, over 80, forze armate e personale scolastico. Per avere chiarimenti su chi sia compreso sotto la voce “altro”, il presidente della commissione anti ‘ndrangheta del Consiglio regionale Antonio De Caprio ha convocato la commissione per il 7 aprile per audire il commissario alla sanità Guido Longo, il nuovo Dg del Dipartimento salute della Regione Giacomino Brancati, e il delegato del soggetto attuatore per l’emergenza Covid Fortunato Varone. Invitati anche il presidente della Commissione Sanità Sinibaldo Esposito e il presidente dell’assemblea legislativa calabrese, Giovanni Arruzzolo.

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