Italia
Monitoraggio ISS, l’indice Rt nazionale a 0.98. L’incidenza è 232 casi ogni 100mila
Scende sotto 1 l’indice di contagio RT e diminuisce leggermente l’incidenza. Sale ancora il tasso di occupazione dei posti letto

COSENZA – Scende a 0,98 sotto la soglia d’allarme di 1 il valore dell’Rt nazionale (anche se il limite superiore lo supera) che la scorsa settimana era a da 1,08. L’incidenza scende e si attesta a 232 casi ogni 100mila abitanti contro i 240 della scorsa settimana. Resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Sono questi i valori che i tecnici dell’Iss e del ministero della Salute stanno esaminando e che dovrebbero essere confermati nel Monitoraggio settimanale che sarà presentato nel pomeriggio. In lieve aumento la percentuale dei casi di covid rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (34,4% contro il 33,8% della scorsa settimana). E mentre salgono i casi intercettati con le attività di tracciamento dei contatti, “sono in diminuzione il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (49.186, contro i 53.837 della settimana precedente)”.
Occupazione terapie intensive al 41%. 14 regioni sopra la soglia critica
Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (41% contro il 39% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.546 (23/03/2021) a 3.716 (30/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 28.428 (23/03/2021) a 29.231 (30/03/2021). Rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (14 Regioni/PPAA vs 12 della settimana precedente).
Morti under 50 sono 1.188, l’1,1% del totale
È di 81 anni l’età media delle vittime covid mentre 1.188 dei 106.789 (1,1%), sono i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 282 di questi avevano meno di 40 anni (172 uomini e 110 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Il dato emerge dal “Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia” pubblicato dall’Iss aggiornato al 30 marzo. Di 80 pazienti di eta’ inferiore a 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 164 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 38 non avevano diagnosticate patologie di rilievo. Su un campione di 106.789 vittime di Covid di ogni età, nel 90,3% dei casi nella diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (da esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con SARS-CoV-2. In 634 casi (9,7% ) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione. In 86 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 204 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto-IMA, scompenso cardiaco, ictus), in 76 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 268 casi altre patologie.



















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