Area Urbana
Cosenza, un’altra persona morta in ambulanza in attesa del ricovero
Un’altra persona è deceduta in ambulanza nell’attesa, vana, che si liberasse un posto letto. È la seconda vittima nel giro di pochi giorni

COSENZA – Ancora un morto in ambulanza a Cosenza in fila in attesa di un posto letto. Dopo quanto accaduto tre giorni fa, si è verificato un nuovo decesso di un paziente (residente nell’area urbana) morto in attesa che si liberasse un posto in reparto. La provincia di Cosenza sta vivendo una vera e propria guerra da un mese a questa parte. Una guerra che sta mettendo a nudo tutto le criticità di una sanità allo stremo e senza strutture. Tutto è riservato sull’ospedale dell’Annunziata che in pochi giorni è andato letteralmente al collasso, con la continua ricerca di posti letto mentre gli ospedali della provincia restano chiusi. Nel pomeriggio il commissario Longo, dopo aver ricevuto comunicazione dal commissario dell’Asp La Regina, ha comunicato l‘allestimento di 50 nuovi posti letto all’interno degli ospedali Spoke di Rossano e Acri per cercare di alleggerire la situazione a Cosenza con la possibilità anche di trasferire nuovi pazienti a Catanzaro. Nel frattempo nel pomeriggio si è tenuta, d’urgenza, la Conferenza dei sindaci in Provincia, per discutere delle nuove misure da adottare per contenere la diffusione del contagio e di una possibile zona rossa in tutto il territorio.
Ma sul nuovo decesso è intervenuto anche il candidato a presidente della regione De Magistris che ha parlato di “immagini non sostenibili ad oltre un anno dalla pandemia. La responsabilità è in primo luogo di chi ha smantellato la sanità pubblica nel corso degli anni e di chi in questo anno non è stato in grado di rafforzare la medicina territoriale e le unità di assistenza domiciliare, di aprire ospedali e strutture chiuse, di assumere personale sanitario, di coinvolgere meglio la sanità privata, di aumentare i posti letto in reparto, di rafforzare sub intensive e terapie intensive. La politica regionale – continua De Magistris – si mostra palesemente incapace di affrontare l’emergenza, i commissari succedutisi spesso inadeguati e senza mezzi sono l’immagine di uno Stato che considera la Calabria periferia da sacrificare, il Governo che sembra non accorgersi del dramma di questi ultimi giorni e del disastro del piano vaccinale. Non può rimanere impunito tutto questo scempio. Fate presto !“
















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