Calabria
In Calabra indice Rt a 0.9 e rischio alto. Verso la conferma della zona arancione
Il nuovo monitoraggio certifica un indice RT di 0.9 mentre il rischio sale da moderato ad alto. Due allerte di resilienza nei servizi sanitari

COSENZA – La Calabria è l’unica regione classificata a rischio alto, mentre l’indice di contagio RT scende ancora attestandosi a 0.90 (range 0.83-0.98) mentre la scorsa settimana era a 0.93. Nonostante resti oltre la soglia critica il numero di posti letto in area medica (49% anche se nell’ultima settimana ne sono stati aggiunti altri 100 solo nel cosentino) e di poco sopra la soglia del 30% nelle terapie intensive (32% in base ai dati Agenas), non dovrebbero essere ci cambi di colore. In base al nuovo monitoraggio della cabina di regia resta a livello alto anche la valutazione l’impatto mentre la valutazione della probabilità è a livello moderato. Infine salgono da una a due le allerte di resilienza dei servizi sanitari territoriali.
Ecco nel dettaglio tutti gli indici RT delle singole regioni: Abruzzo: 0.92. Basilicata: 1,08, Calabria: 0.9, Campania: 1, Emilia-Romagna: 0.78, Friuli Venezia Giulia: 0,72, Lazio: 0.79, Liguria: 1, Lombardia: 0.78, Marche: 0.9, Molise: 0.79, Piemonte: 0.75, Bolzano: 0.87, Trento: 0.87, Puglia: 0.89, Sardegna: 1.38. A meno di clamorose novità solo una regione passerà in arancione (la Campania) mentre dovrebbero resta in zona rossa Valle d’Aosta, Puglia e Sardegna. Sono ben 10 le regioni che hanno invece dati da zona gialla (che al momento restano sospese): Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise.
Incidenza continua a scendere, ma è ancora troppo alta
Intanto in Italia diminuisce lentamente l’incidenza settimanale del contagio ma è ancora troppo elevata per consentire un allentamento delle misure. Questa settimana – si legge nella bozza – si osserva ancora una diminuzione della incidenza settimanale (160,5 per 100.000 abitanti (05/04/2021-11/04/2021) vs 210,8 per 100.000 abitanti (29/03/2021-04/04/2021), dati flusso ISS. Comunque, l’incidenza resta elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,85 (range 0,71- 0,97), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto l’uno anche nel limite superiore.
“Mantenere le misure”
“Il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza ancora troppo elevata e l’ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità richiedono l’applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio” evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale.
In forte calo i casi non legati a catene trasmissione
Si osserva una forte diminuzione nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (32.921 vs 46.302 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in aumento (37,0% vs 34,9% la scorsa settimana). È, invece, in lieve diminuzione il numero di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (38,1% vs 39,6%). Infine, il 24,9% è stato diagnosticato attraverso attività di screening.
Resta alta la pressione sugli ospedali
Sono 6 le regioni con più del 40% dei posti letto di area non critica occupati: Calabria (49%), Lazio (46%), Lombardia (42%), Marche (46%), Piemonte (57%) e Puglia (50%). Sono invece 13 le regioni con le terapie intensive occupate da malati di Covid con valori sopra soglia. Si tratta di Calabria (32%), Emilia Romagna (41%), Friuli Venezia Giulia (37%), Lazio (41%), Liguria (37%), Lombardia (52%), Marche (45%), Molise (41%), Provincia autonoma di Trento (38%), Piemonte (50%), Puglia (47%), Toscana (45%) e Val d’Aosta (40%). (ANSA). Y85-BG 16-APR-21 14:08 NNN



















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