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Cosenza, l’odissea di un 78enne per prenotare la vaccinazione “sono un fantasma”

Area Urbana

Cosenza, l’odissea di un 78enne per prenotare la vaccinazione “sono un fantasma”

78 anni, soggetto vulnerabile con pregresse patologie, ha la residenza sanitaria in Calabria ma quella anagrafica a Genova. Non riesce a prenotarsi in Calabria e nemmeno in Liguria

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Vaccino Calabria

COSENZA – Se la campagna di vaccinazione sta provando ad accelerare anche nella nostra regione, con l’incremento dei centri di somministrazione, l’arrivo costante delle dosi, i protocolli firmati che definiscono le modalità di coinvolgimento di diverse professioni mediche e persino l’attivazione nuove modalità di prenotazione, come l’invio di un semplice SMS con il codice fiscale per prendere un appuntamento, c’è chi da settimane, nonostante sia soggetto fragile e con patologie a rischio, sta vivendo una vera e propria odissea e combattendo contro quello che definisce un vero e proprio “muro” contro il quale si infrangono i diritti dei cittadini.

La vicenda è raccontata da una coppia, Cesare e Loredana. “Vorremmo sottoporre alla vostra attenzione – spiegano –  l’enorme problema che stiamo affrontando per accedere alla prenotazione per la somministrazione del vaccino anti Covid. Il problema, lo anticipo subito, è relativo alla residenza anagrafica: io risiedo a Cosenza, Cesare a Genova. Il numero di tessera sanitaria, che rimanda alla residenza anagrafica, sta diventando il “muro” contro il quale si infrangono i nostri diritti di cittadini italiani e le nostre speranze di poter costruire il solo scudo possibile per proteggerci da questo terribile virus che ha sconvolto le quotidianità di ognuno di noi.

Residenza sanitaria in Calabria, anagrafica a Genova

Cesare ha 78 anni ed è affetto da diverse patologie, la più importante delle quali è occorsa nel febbraio del 2019, quando è stato improvvisamente colpito da ictus cerebrale, mentre ci trovavamo in Calabria. Preso in cura presso l’unità di terapia intensiva neurologica dell’ospedale civile dell’Annunziata di Cosenza, è stato necessario fare autorizzare la sua residenza sanitaria provvisoria in Calabria, con iscrizione temporanea presso l’ASP di Cosenza (codice 180201), in modo da poter essere assistito adeguatamente da un medico facilmente raggiungibile per le necessarie urgenze. Questa autorizzazione – fa presente ancora la coppia -, stante la nota situazione d’emergenza nazionale occorsa nel 2020 – che di fatto impediva i nostri spostamenti dalla Calabria –, è stata poi rinnovata lo scorso anno, perché le condizioni generali di salute di Cesare continuavano a richiedere una opportuna assistenza medica. Pur avendo mantenuto la residenza anagrafica a Genova, la residenza sanitaria di Cesare continua ad essere provvisoriamente in carico alla regione Calabria”.

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“Ad oggi, Cesare è ancora in fase di riabilitazione dall’ictus ischemico, seguito da un neurologo dell’ospedale, ed in cura domiciliare per la terapia riabilitativa motoria. Ed oltre questo delicato aspetto, poi, è affetto da diabete Mellito di tipo 2 (diagnosticato nel 1995), è soggetto con vasculopatia cerebrale cronica (non databile) e segue terapie quotidiane per il trattamento dell’ipertensione arteriosa. Per le sue condizioni di salute, quindi, dovrebbe essere inserito nella categoria che è stata definita dei “soggetti fragili” o “vulnerabili”, ma non riusciamo ad effettuare alcuna prenotazione attraverso la piattaforma predisposta, perché il numero della sua tessera sanitaria rimanda alla sua residenza anagrafica e, quindi, alla Regione Liguria!”

Prenotazione impossibile in Calabria  e in Liguria

“Il refrain che continua a rimandare la piattaforma predisposta per le prenotazioni ogni volta che proviamo ad inserire i dati della sua tessera sanitaria è sempre lo stesso: “i dati inseriti non sono corretti o non corrispondono a persona appartenente a categoria avente priorità nella fase corrente del piano vaccinale. Accertati di non aver commesso errori di inserimento”. Il paradosso, quindi, è che non possiamo effettuare la prenotazione per la somministrazione del vaccino presso le strutture predisposte dalla regione Liguria e non possiamo accedere nemmeno a quelle predisposte dalla regione Calabria!”

Telefonate infinite e un muro di gomma

“La coppia spiega ancora che ha provato a contattare telefonicamente i vari numeri verdi della regione Calabria che quasi settimanalmente vengono “aggiornati”, così come le diverse strutture “competenti” via via costituite all’uopo, ma “non riusciamo in alcun modo a risolvere quello che si sta rivelando un problema burocratico insormontabile che, di fatto, impedisce a Cesare di esercitare la sua volontà di vaccinarsi e, quindi, di tutelare la propria incolumità. Abbiamo provato anche ad inviare mail a diverse figure dirigenziali della struttura ospedaliera e dell’azienda sanitaria del territorio – indicate come referenti per la vaccinazione – affinché ottenessimo l’autorizzazione alla somministrazione del vaccino anti Covid ma, ad oggi, non riusciamo a venire a capo di nulla”.

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Sono in paziente “fantasma”

“È davvero difficile, credeteci … davvero tutto difficile … anche e soprattutto gestire gli evidenti sintomi della fragilità emotiva che cominciano a palesarsi in Cesare, per quello che considera un “rifiuto delle istituzioni” a prendere in carico la sua condizione: un paziente “fantasma”, anche se è un cittadino di nazionalità italiana che paga le tasse! Ci affidiamo con fiducia alla vostra attenzione, confidando che possiate aiutarci a dare il necessario risalto mediatico a questa situazione e smuovere le acque torbide di un’indifferenza burocratica che non sappiamo in quale altro modo affrontare”.

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