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Esce dall’incubo di una truffa. Il fidanzato apre a sua insaputa due finanziamenti

Area Urbana

Esce dall’incubo di una truffa. Il fidanzato apre a sua insaputa due finanziamenti

La donna, che ha visto il riconoscimento delle proprie ragioni, si era vista arrivare un decreto ingiuntivo per i mancati pagamenti

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Tribunale Cosenza03

COSENZA –  In tempi pandemia balza agli occhi la grave crisi economica e sociale in cui vivono, attualmente, tutti gli italiani. Per fronteggiare tale situazione, molti sono corsi ai ripari chiedendo mutui, prestiti o finanziamenti alle banche e/o alle società finanziarie, determinando, di conseguenza, un aumento sensibile del ricorso alla politica del credito al consumo. Il rovescio di questa medaglia, è rappresentato, soprattutto, dalle numerose truffe fatte ai danni di soggetti più vulnerabili.

Richiesta di pagamento per 40mila euro

E la questione diventa ancora più odiosa se la truffa viene commessa da un amico, un familiare o peggio ancora dal fidanzato, come è capitato ad una 44enne di Cosenza, difesa dagli avvocati Ylenia Manfredi e Serafina Capizzano del foro di Cosenza. La dona si è vista ricevere, tramite notifica, un decreto ingiuntivo da parte di una banca, attiva principalmente nei servizi e soluzioni di credito alle imprese, con cui le veniva imputato il mancato pagamento di un finanziamento per un importo pari ad euro 40.000, circa (comprensivo, ovviamente, di interessi e sanzioni) senza che la sventurata ne fosse assolutamente a conoscenza o avesse mai chiesto qualsiasi tipo di finanziamento. Cifra che, nel corso del tempo, si è raddoppiata a causa delle notifiche a vuote fatte presso un indirizzo comunicato al momento della stipula, dove, peraltro, la signora non hai mai abitato.

Un doppio finanziamento all’oscuro della donna

La storia in questione, infatti, ha origine da una richiesta di finanziamento da parte dell’allora fidanzato della donna il quale, raggirandola, affermava all’istituto bancario che gli stessi fossero sposati e conviventi presso l’abitazione della propria madre. V’è di più: il medesimo artifizio e raggiro è stato perpetrato in danno della 44enne per ben due volte. E per ben due volte, gli avvocati sono riusciti, in due procedimenti diversi, a dimostrare la totale estraneità dei fatti della loro assistita (che ha anche sporto querela nei confronti dell’ex fidanzato) impedendo, di conseguenza, azioni esecutive nei suoi confronti. La strategia difensiva degli avvocati Manfredi e Capizzano è stata costruita riportando all’attenzione del magistrato, la ricostruzione della vicenda in termini di verità, fattuale ed oggettiva. Il processo è poi  giunto al culmine quando è stato chiesto (ed ottenuto), la nomina di un perito calligrafico, per verificare la paternità della firma sulla documentazione probante la truffa ordita ai suoi danni.

La proposta transattiva e la conclusione della vicenda

Una settimana prima dell’udienza, la controparte ha richiesto una proposta transattiva per chiudere definitivamente la vicenda: l’accordo prevede il riconoscimento totale delle ragioni della donna e la contestuale rinuncia alla prosecuzione del giudizio. Sono stati accettati tutti i termini della proposta che, a breve, verrà depositata in tribunale che chiude felicemente la vicenda, umana ed economica, per la donna.

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