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Furti nei cimiteri: dalle piante agli oggetti, un fenomeno deplorevole

Cosenza

Furti nei cimiteri: dalle piante agli oggetti, un fenomeno deplorevole

Il cimitero è un luogo di dolore, di ricordo, di conforto dove chi resta porge il proprio pensiero a chi non c’è più. Ma in alcune strutture cimiteriali si sta perdendo il senso del rispetto verso i defunti

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cimitero 7

COSENZA – Sono diverse le segnalazioni che arrivano da alcuni cimiteri del territorio cosentino relativi ai furti ai danni delle tombe o delle cappelle. C’è chi ruba i vasi, gli oggetti lasciati ai propri cari, o addirittura i fiori vengono spostati da un vaso all’altro. Un’azione deplorevole quella di rubare nei cimiteri, e le persone che compiono questi gesti, evidentemente, non si fanno problemi a spogliare le tombe dei piccoli doni, spesso di poco valore materiale, ma grande dal punto di vista affettivo.

Tra le tombe prese di mira ci sono anche quelle di giovani strappati alla vita, su cui i familiari portano anche peluche, cornici con foto che li ritraggono in momenti felici. Una sorta di ‘coccola‘ che consola e testimonia il legame indissolubile tra chi è scomparso e chi è rimasto in vita a piangere l’assenza. Oggetti che puntualmente spariscono nel nulla. Nei giorni scorsi è accaduto ad esempio alla madre di Alessandro Algieri, il giovane ballerino di Donnici rimasto vittima di un tragico incidente stradale insieme ad altri 3 amici, la notte del 5 ottobre 2019 sulla statale 107 a Rende. La madre su Facebook qualche giorno fa, ha esternato così il proprio rammarico per i furti dalla tomba del figlio: “Volevo informare la persona che ha avuto il coraggio di profanare la tomba di mio figlio, che su ogni angioletto che ha rubato era stata scritta una dedica da parte mia, ovvero “Ale, mamma ti ama”. Che atto infame!”.

furto tomba alessandro algieri

Un’altra segnalazione arriva anche dalla Presila. Stavola a raccontare sui social quanto accaduto è una donna, una moglie, Laura, che denuncia con amarezza e rabbia quanto accaduto alla tomba del marito: “Mi rivolgo a chi ha avuto l’ardire di sottrarre dalla cappella della mia famiglia, dove da due anni riposa la metà del mio cuore, due orchidee con i vasi di terracotta colorati e una lampada da appoggio che era adagiata sull’altare. Magro bottino… non più di 80€, ma il gesto che hai compiuto è ignobile, inqualificabile”.

“Con le tue sporche mani hai violato un luogo sacro e intimo”

Un post che racconta tutto il dolore di chi ha perso il proprio caro e che si rivolge all’autore: “Se hai adornato con le nostre orchidee una tomba, spero che l’anima inconsapevole di questa persona visiti le tue notti tormentando i tuoi sogni. Se invece fanno bella mostra in un angolo della tua casa, spero che ti ricordino, ogni volta che le guardi, che persona misera sei”. La signora Laura è stata costretta a chiudere la cappella in cui riposa il marito. Nei commenti al post c’è anche chi segnala come molti di questi fiori, piante e ornamenti vengano addirittura rivenduti.

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