Calabria
“Alibante”: Scambio elettorale politico-mafioso, 19 misure cautelari
L’operazione dei carabinieri nei comuni di Lamezia Terme, Nocera Terinese, Falerna e Conflenti, oltre che nelle città di Aosta, Arezzo e Cosenza

CATANZARO – Le accuse nei confronti delle 19 persone delle quali 7 finite in carcere e 10 ai domiciliari, sono di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione, estorsione, consumata e tentata, intestazione fittizia di beni, rivelazione di segreti d’ufficio e turbativa d’asta. E’ scattata stamattina l’operazione “Alibante” nella provincia di Catanzaro e in particolare nei comuni di Lamezia Terme, Nocera Terinese, Falerna e Conflenti, oltre che nelle città di Aosta, Arezzo e Cosenza.
I carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura distrettuale antimafia del capoluogo calabrese e le indagini sono state avviate a seguito delle denunce presentate da imprenditori lametini circa estorsioni poste in essere da appartenenti alla cosca “Bagalà”, operante sulla zona costiera compresa tra i comuni di Nocera Terinese e Falerna, nel Catanzarese.
Secondo le indagini e gli elementi acquisiti con l’ausilio di attività tecniche ed accertamenti patrimoniali, sono stati delineati assetti e l’operatività sul litorale tirrenico catanzarese della cosca capeggiata da Carmelo Bagalà, attiva dagli anni ’80, che hanno evidenziato la presenza egemone sul territorio del sodalizio, manifestata attraverso delitti, aggravati dal metodo mafioso, finalizzati alla gestione diretta o indiretta delle attività economiche del luogo, con particolare riferimento alle imprese attive nel settore turistico-alberghiero.
Nel corso delle indagini sarebbero emersi rapporti illeciti tra la cosca ed alcuni esponenti delle amministrazioni comunali di Falerna e Nocera Terinese, con capacità di influenza su processi decisionali, amministrativi ed elettivi.
Ci sono anche due ex sindaci e un vicesindaco in carica tra le persone coinvolte nell’operazione “Alibante”. Agli arresti domiciliari sono finiti Giovanni Costanzo, 54 anni, gia’ sindaco di Falerna e in passato anche consigliere provinciale, e Luigi Ferlaino, 53 anni, ex sindaco di Nocera Terinese, entrambi comuni del Catanzarese. Agli arresti domiciliari è finito anche Francesco Cardamone, 40 anni, attuale vicesindaco di Nocera Terinese e carabiniere in servizio alla Legione Carabinieri a Catanzaro. Gli indagati sono in tutto 24 e tra questi figurerebbe anche il giornalista (ex sindaco di Nocera Terinese) Pasquale Motta e direttore dell’emittente LaC, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura aveva chiesto la misura della custodia cautelar, ma è stata rigettata dal Gip.
NOMI
In carcere:
Carmelo Bagalà, di 80 anni;
Alfredo Carnevale (37);
Alessandro Gallo (32);
Mario Gallo (57);
Vittorio Macchione (70);
Vittorio Palermo (63);
Eros Pascuzzo (34).
Ai domiciliari:
Maria Rita Bagalà (52);
Francesco Cardamone (40);
Giovanni Costanzo(54);
Vincenzo Dattilo (64);
Francesco Antonio De Biase (50);
Luigi Ferlaino (53);
Raffaele Gallo (26);
Giovanni Eugenio Macchione (62);
Antonio Rosario Mastroianni (74);
Antonio Pietro Stranges (68).



















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