Calabria
Ordinanza di Speranza, Calabria in zona gialla. E il 16 maggio (forse) via il coprifuoco
L’ordinanza del Ministro della salute permette alla Calabria di tornare in zona gialla da lunedì, arancioni solo Sicilia e Valle D’Aosta

COSENZA – Dopo oltre due mesi la Calabria torna in zona gialla. Il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia” Covid-19, “firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 10 maggio”, lunedì. “Nessuna Regione è in area rossa. Sono in area arancione le Regioni Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta. Tutte le altre Regioni e Province autonome sono in area gialla”. Dall’ultimo monitoraggio della cabina di regia, emerge che è la Valle d’Aosta con il valore 189, seguita dalla Campania a 184 e dalla Puglia a 170, la regione con l’incidenza più alta. Le regioni con il valore Rt piu’ alto (calcolato al 21 aprile per il quadro sintetico dei principali valori del monitoraggio relativi alla settimana 26 aprile-2 maggio) sono il Molise a 1.25 e la provincia autonoma di Bolzano a 1.07. Il valore più basso è quello della Sardegna e della Calabria, entrambe a 0.74.
Migliorano i dati della Calabria
Nel nuovo report della cabina di Regia la Calabria (insieme alla Sardegna) ha l’indice RT più basso d’Italia a 0.74 (range 0,67 – 0,81) ed c’è stata una decisa frenata dell’incidenza che si è attestata a 117 casi ogni 100mila abitanti, anche se restano alcune situazioni critiche a causa di alcuni focolai. Resta ancora oltre la soglia critica l’occupazione dei posti letto in area medica non nelle terapie intensive che restano sotto il 30%. Calabria classificata a rischio moderata “con alta probabilità di progredire a rischio alto” a causa proprio di alcuni focolai. Resta alta la probabilità dell’impatto con un’allerta di resilienza segnalata nei servizi sanitari.
Il 16 maggio pronabile fine del coprifuoco
Intanto Il 16 maggio potrebbe essere la data per far cessare il coprifuoco “credo sia una data auspicabile per superare il coprifuoco, ma ovviamente non è un liberi tutti. Ci siamo passati altre volte”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a L’aria che tira, su La7. “Tutti vogliamo uscire da quell’incubo. Il tema è superare il coprifuoco per non rientrarci dopo pochi mesi – ha aggiunto -. Non vale solo per l’Italia, sono ore importanti. Ora dobbiamo affrontare l’estate e permettere ai turisti vaccinati di venire in Italia”.
Brusaferro “segnali positivi “
“Ci sono segnali positivi per la riduzione dei ricoveri in terapia intensiva e aree mediche e sale da 24mila a oltre 27mila il numero dei casi per cui è possibile il tracciamento e in varie regioni. Ci si sta avvicinando al valore di 50 casi per 100mila che è il valore soglia per rendere possibile il tracciamento” ha affermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia aggiungendo che “la curva in Italia è in decrescita mentre in altri paesi Ue la situazione è altalenante e di transizione. La decrescita in Italia è sempre lenta ma il dato significativo è che questa settimana in tutte le regioni e province autonome è registrata una decrescita”. Anche il direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza ha parlato di segnali incoraggianti ” c’è una tendenza al miglioramento della situazione epidemiologica in questo momento e per la prima volta abbiamo sotto la soglia critica sia l’occupazione delle terapie intensive sia dei reparti ospedalieri, c’è dunque una decongestione, ma la situazione esige sempre la massima cautela. Ciò per effetto delle misure prese e della campagna vaccinale”. Cosn conferenza stampa. Ci sono, ha detto, “elementi di conforto” ma “bisogna continuare a tenere comportanti prudenti“.
Più contagi tra i bambini
“L’età media dei casi scende a 41 anni e anche l’età media dei ricoveri scende a 65 anni. I casi però segnano un aumento tra i più giovani, tra 0 e 9 anni. I casi tra gli over-80 decrescono più rapidamente delle altre fasce e questo è un effetto delle vaccinazioni” ha aggiunto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro



















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