Calabria
Rinascita, il pentito Mantella “la ‘ndrangheta si mosse per far eleggere Scopelliti”
L’ex presidente della Regione Calabria non figura, comunque, fra gli imputati del maxiprocesso Rinascita-Scott

LAMEZIA TERME – La ‘ndrangheta, a livello unitario, si sarebbe mossa per sostenere alle elezioni regionali, nel 2010, Giuseppe Scopelliti, poi eletto alla guida della Regione Calabria. E’ quanto svelato oggi nel corso del maxiprocesso Rinascita-Scott, in corso a Lamezia Terme, dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, dal collaboratore di giustizia Andrea Mantella, principale teste dell’accusa rappresentata dal pm della Dda di Catanzaro. Il collaboratore ha svelato che un emissario del boss di Nicotera e Limbadi, Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, portò a Vibo una somma di denaro da parte della ‘ndrangheta reggina per comprare voti in favore di Scopelliti anche a Vibo Valentia. Mantella avrebbe trattenuto per sé una parte dei soldi, mentre altre diecimila euro le avrebbe girate a Domenico Camillò (imputato del processo), presunto capo della ‘ndrina dei Pardea di Vibo Valentia, per comprare un centinaio di voti fra gli affiliati al clan ed i loro familiari.
La ‘ndrangheta – ha aggiunto Mantella rispondendo alle domande del sostituto procuratore Andrea Mancuso – aveva fatto fronte comune per fare eleggere Scopelliti alla Regione“. Dopo avere stretto l’accordo con Palumbo, Mantella si rivolse a Domenico Camillò, capocosca dei Pardea-Ranisi, famiglia criminale numerosa, senza contare che Camillò aveva lavorato per tanti anni all’interno dell’ospedale. Il periodo era, ricorda Mantella, fine 2008 inizi del 2009, e Mantella promise a Camillò 50 euro a voto. In quel periodo pentito ricorda che era degente a Villa Verde e, quando andava in permesso a Vibo Valentia, “svolgevo attività ‘ndranghetistica”. A Camillò andarono 10/15mila euro “con i quali lui ha pagato i voti”. Una somma altrettanto consistente la trattenne lo stesso Mantella. L’ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti (già condannato per altre vicende a Reggio Calabria) non figura, comunque, fra gli imputati del maxiprocesso Rinascita-Scott.


















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