Calabria
Anziani maltrattati e picchiati anche nel sonno, in 17 a processo
Gli orrori nella clinica “San Francesco Hospital” di Settingiano sono emerse grazie alle denunce presentate dai familiari dei pazienti ricoverati

CATANZARO – È fissato per il 15 febbraio 2022 l’avvio del processo a carico di 17 persone accusate a vario titolo, di maltrattamenti, sequestro di persona in concorso, lesioni personali colpose, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Catanzaro, Gabriella Logozzo, che ha rinviato a giudizio Luca Pilato, di 38 anni; Marco Rocca, (43); Antonio Rotella (54); Francesco Voci (38); Antonio Munizza (46); Antonino Massara (55); Giuseppe Bonifacio (48) Anna Iannoccari (58); Antonio Papuzzo, (50); Rita Cerminara (37) Concetta Scarfone (58); Marco Amoroso (34); Luca Scardamaglia (35); , Caterina Serratore (51); Etleva Ramaj (51); Antonio Lagrotteria (30) e Maria Teresa Lucia Pontieri (60).
L’accusa è quella di avere maltrattato gli anziani pazienti della clinica “San Francesco Hospital” di Settingiano con schiaffi dietro la nuca, derisioni, atteggiamenti molesti, limitazioni della libertà di movimento verso persone anziane e già limitate nell’autonomia. Le indagini hanno preso il via in seguito alle denunce presentate da familiari di persone ricoverate nella struttura in relazione a presunti maltrattamenti subiti dagli anziani. Le indagini della Guardia di finanza sono state condotte anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali audio-video e con perizie tecnico-specialistiche di professionisti del settore sanitario.
Le indagini della Procura accertarono tutta una serie di maltrattamenti maltrattamenti e vessazioni anche nei momenti di sonno degli anziani, costretti a trascorrere intere giornate in un corridoio, adibito a sala comune al piano seminterrato della struttura, seduti sulle loro carrozzine, oppure sulle sedie, dove si addormentavano anche in posizione innaturale, l’uno accanto all’altro, e dove erano, comunque, costretti a rimanere immobili e non disturbare l’operatore di turno preposto alla loro sorveglianza. Le indagini sono scaturite dalle denunce presentate da familiari di persone ricoverate nella struttura circa presunti maltrattamenti subiti dagli anziani. Le attività investigative, delegate dalla Procura di Catanzaro alla Guardia di finanza, sono state condotte anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali audio-video e con di perizie tecnico-specialistiche di professionisti del settore sanitario. Nel corso delle indagini, secondo l’accusa, è emerso che nella residenza sanitaria alcuni ospiti erano sottoposti a gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici.
Dispetti e cattiveria
“C’è una mosca, la posso ammazzare?” e volano gli schiaffi in faccia
Si “divertivano” a schiaffeggiarli, a prenderli in giro, a deriderli, consapevoli che non potevano difendersi. Dalle intercettazioni, emergono alcuni episodi vergognosi: dopo uno schiaffo alla nuca al paziente, quest’ultimo risponde “E basta…”. E poi gli schiaffi sulla risposta rispetto alla squadra di calcio preferita: parte un ceffone, l’operatore chiedeva ad un anziano “sei milanista o juventino eh? (altro schiaffo)”, e il degente risponde “juventino”. “C’è una mosca la posso ammazzare?” chiedeva un operatore ad un anziano, schernendolo e parte un ceffone in pieno volto. E poi ancora “ce n’è un’altra, la posso ammazzare?” e via con il secondo schiaffo in faccia: “uccisa”.
















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