Calabria
AstraZeneca e over 50, dubbi continui. Ma c’è chi rifiuta per non perdere le vacanze
Varone ProCiv “se non ci saranno intoppi, completeremo la vaccinazione degli over 50 entro 2 o 3 settimane”

COSENZA – In un solo giorno quasi 33mila prenotazioni, il tutto esaurito sulla piattaforma per alcuni giorni e gli hub pronti per iniziare questa nuova fase, con la possibilità di incrementare altri punti vaccinali (in provincia di Cosenza sono oltre 40 quelli già attivi). Ma immancabili, come al solito, arrivano le contestazioni e i dubbi da parte di alcuni cittadini. Ultime, in ordine di tempo, la scelta di somministrare il vaccino anglo-svedese. Alla notizia che sarà il siero di AstraZeneca ad essere somministrato agli over 50, la nostra redazione è stata subissata di messaggi e telefonate. In molti hanno espresso l’intenzione di non vaccinarsi, preferendo Pfizer o Moderna. Alcuni hanno addirittura già disdetto la prenotazione con buona pace di chi invece ancora aspetta di ricevere una dose o farebbe carte false per vaccinarsi il prima possibile.
Non c’è dubbio che l’amplificazione delle notizie negative sul vaccino, associata anche ad una cattiva informazione, non hanno fatto altro che aumentare paure e timori. Le polemiche di alcune settimane fa per alcune morti sospette, avevano spinto le autorità sanitarie europee a bloccare le somministrazioni, prima del nuovo via libera di Ema e Aifa che hanno rimarcato l’infinitesimale rischio avverso. Ma tanto è comunque bastato per alimentare dubbi e preoccupazioni. E il risultato è che nella nostra regione ci sono migliaia di dosi ferme nei frigoriferi mentre al Nord nessuna regione (o quasi) ha di queste preoccupazioni ed anzi, diverse hanno chiesto di poter avere le dosi inutilizzate al Sud creando un vero e proprio fronte.
ProCiv calabrese “indicazioni arrivano da Figliuolo”
Sulla prossima fase che prevede la somministrazione alla fascia dai 50 anni in su “c’è stata un’ottima risposta da parte delle persone e la speranza, se non ci saranno intoppi, è quella di completare la vaccinazione nel giro di 2 o 3 settimane” ha detto il dirigente della protezione civile Fortunato Varone che in merito alla scelta di utilizzare il vaccino AstraZeneca, che nella nostra regione continua a trovare più di un rifiuto, ha ricordato come “sono indicazioni che arrivano dalla struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo. Ieri c’è stata una videoconferenza con tutte le Regioni e stiamo aspettando un documento ufficiale perché c’è ancora confusione. Ad esempio sul bugiardino di AstraZeneca c’è scritto che va bene per le persone dai 18 anni in su e va quindi bene per tutte le categorie. Il Commissario Figliuolo ha invece confermato gli over 50 e stiamo appettando notizie ufficiali”.
Richiami durante le vacanze. Bassetti “assurdo”
Ma nelle ultime ore emerge un altro che lascia alquanto basiti. Ci sarebbero delle disdette non tanto per la paura delle reazioni avverse del vaccino, ma perchè l’eventuale richiamo (previsto nel corso della dodicesima settimana e comunque a una distanza di almeno dieci settimane dalla prima dose) coinciderebbe con il periodo di vacanze agostano. Un problema che sorgerebbe, a questo punto, anche con chi riceverà a luglio il vaccino Pfizer o Moderna che prevede il richiamo dopo 21 giorni. “È assurdo sentire che ci sono persone che non vogliono fare il vaccino perchè il richiamo coinciderebbe con il periodo di possibili vacanze. Non esiste che rimangono dei vaccini nei frigoriferi in un momento gravissimo come questo. Se una Regione non è in grado di far capire ai propri cittadini che i vaccini sono tutti uguali e che sono tutti efficaci allo stesso modo, è giusto che le dosi va da un’altra parte” ha tuonato Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova che sull’eventualità che molte disdette potrebbero essere legate al fatto che la seconda dose cadrebbe nei primi 15 giorni di agosto, periodo di ferie, si dice sconcertato. “Povera Italia, ci siamo dimenticati di che cosa abbiamo passato la gente non fa il vaccino perché vuole andare in ferie, io credo che dovrebbe la gente dovrebbe non andare in vacanza per fare il vaccino, perché contenta di poterlo fare per poter ripartire”, afferma l’infettivologo, per il quale “dimostriamo di essere un Paese profondamente ignorante. Un Paese che si vuole scegliere il vaccino senza seguire quello che le istituzioni sanitarie gli dicono è un Paese che secondo me non ha capito niente della pandemia”.


















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