Italia
La proposta di Draghi. Coprifuoco da subito alle 23, poi cancellato dal 21 giugno
La proposta che Draghi ha portato sul tavolo della cabina di regia è quella di far slittare il coprifuoco alle ore 23 “da subito”

COSENZA – La proposta che il Premier Mario Draghi ha portato sul tavolo della cabina di regia a Palazzo Chigi, è quella di far slittare il coprifuoco alle ore 23 “sin da subito”, spostarlo poi alle 24 a partire dal 7 di giungo per poi cancellarlo definitivamente dal 21 giugno, monitorando sistematicamente l’andamento dei dati. Lo spostamento del coprifuoco va di pari passo, secondo la proposta, con aperture graduali in vari settori. Il centrodestra, in particolare la Lega, propone invece di allungarlo già da subito alle 24. Alla riunione partecipano i ministri Daniele Franco, Roberto Speranza, Giancarlo Giorgetti, Stefano Patuanelli, Dario Franceschini, Maria Stella Gelmini, Elena Bonetti, il sottosegretario Roberto Garofoli, il coordinatore e il portavoce del Cts Franco Locatelli e Silvio Brusaferro. Al termine della cabina di regia, attorno alle ore 18, è previsto il Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto con le nuove misure.
“La Conferenza Stato-Regioni ha chiesto ha governo di eliminare o ridurre di un’ora o due il coprifuoco” ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a margine della presentazione del rapporto sugli uffici stampa realizzato dall’Associazione Stampa Toscana. “L’anno scorso – ha ricordato – il 18 maggio, quando rientrammo nelle condizioni di normalità, non esisteva il coprifuoco. Se si vuole andare con gradualità, mettiamolo alle 23 o alle 24. Io sono convinto che tutto questo giovi anche alla crescita del turismo“. Giani ha spiegato che “abbiamo posto anche il problema di tutta una serie di attività che non possono essere penalizzate: arrivare all’1 giugno per poter entrare dentro un ristorante, dato il numero di contagi, mi sembra un po’ esagerato. Speriamo di poter di affrettare l’allenamento delle misure in modo da favorire la ripartenza”. Il governatore toscano sostiene inoltre la necessità di un minor affidamento all’indice Rt: “Nel periodo dove si va a dei numeri di contagio molto bassi non può che essere un valore indicativo, e non dispositivo come quando invece i numeri sono più alti”.



















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