Calabria
La Calabria supera le 900mila vaccinazioni. Infermieri a domicilio per i fragili
Oggi seconda giornata Open Vax Weekend dedicata agli over 80. Le categorie più fragili, potranno essere raggiunte e vaccinate direttamente al proprio domicilio

COSENZA – La Calabria supera le 901.37 dosi somministrate (raggiungendo una percentuale pari all’89,9% tra prima e seconda inoculazione) e accelera, per cercare di completare il prima possibile l‘immunizzazione agli over 80 e ai soggetti fragili due categorie dalle quali mancano circa 20 mila persone da vaccinare. Per questo è stato lanciato l’Open Vax Weekend (oggi la seconda giornata) che permetterà agli ottuagenari ancora senza vaccino di recarsi in 64 centri vaccinali distribuiti su tutto il territorio regionale per ricevere il vaccino senza necessità di prenotazione, ma semplicemente esibendo la propria tessera sanitaria. Sono state circa 20mila le dosi di vaccino anti Covid 19 somministrate nelle ultime 24 ore in Calabria. Il dato emerge dall’ultimo report del governo, nel quale la Calabria è salita in sestultima posizione su scala nazionale nel rapporto tra dosi somministrate e consegnate (ieri era quartultima): Ad oggi in Calabria sono stati vaccinati 148.624 over 80, 304.997 soggetti fragili e caregiver, 90.562 Operatori Sanitari e Sociosanitari e 29.332 ospiti di strutture residenziali. Nella fascia di età 70-79 anni hanno ricevuto almeno una dose 85.576 persone, mentre nella fascia 60-69 le persone vaccinate sono 75.889. 22.692 comparto sicurezza e difesa, 80.595 “altro”.
Infermieri a casa per i fragili, c’è l’accordo
Nei prossimi giorni a dare una mano ai soggetti fragili non ancora vaccinati, saranno invece gli infermieri, che pronti a scendere in campo anche come ‘vaccinatori a domicilio’ anti-Covid per i pazienti più fragili. Il ministero della Salute, le Regioni e la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) hanno infatti sottoscritto un protocollo d’intesa che – basandosi sulla possibilità di deroga all’esclusiva per gli infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn) sancita nel decreto Sostegni – prevede che gli infermieri svolgano, con adozione di un adeguato ‘Triage prevaccinale’, il servizio di vaccinazione al domicilio dei soggetti che hanno difficoltà a muoversi per raggiungere i siti vaccinali. Il servizio, spiega la Fnopi, sarà organizzato dai Distretti delle Asl territoriali che provvederanno anche a fornire a quanti dei 270.000 infermieri e infermieri pediatrici del Ssn daranno la propria disponibilità, le dosi vaccinali, farmaci, dispositivi e presidi sanitari necessari per le attività di vaccinazione e per l’intervento sui possibili eventi avversi collegati alla vaccinazione. “Oltre un terzo degli infermieri del Ssn – spiega la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli – è disponibile a partecipare alla campagna. Gli infermieri già effettuano le vaccinazioni anti-Covid nel Ssn ma il nuovo protocollo prevede tre novità: la prima è che gli infermieri che effettueranno le vaccinazioni oltre l’orario di lavoro saranno retribuiti ad hoc e in modio adeguato.
La seconda novità è che cambia il modello organizzativo delle vaccinazioni a domicilio: ora, infatti, gli infermieri potranno effettuare il servizio da soli, e non più accompagnati da un medico, basandosi sull’anamnesi fatta dal medico e su un triage prevaccinale che faranno essi stessi sul soggetto per verificare la presenza di controindicazioni e/o di precauzioni da seguire prima di somministrare il vaccino. Ciò renderà possibile vaccinare un maggior numero di pazienti fragili in tempi più brevi“. La terza novità, sottolinea, è che “gli infermieri pediatrici potranno vaccinare anche gli adulti e non solo i soggetti fino ai 18 anni di età, e questo velocizzerà ulteriormente la campagna”. L’obiettivo, afferma, è proprio quello di “dare uno sprint decisivo alla campagna vaccinale. Per questo, è urgente rafforzare strutturalmente la prossimità e la tempestività di risposta del Sistema sanitario nazionale”. Per gli infermieri vaccinatori che operano dopo l’orario di lavoro grazie al superamento dell’esclusiva è previsto lo stesso compenso già stabilito per le altre professioni: 6,16 euro a inoculazione. Per tutto, sottolinea la Federazione, sarà previsto un necessario finanziamento aggiuntivo a integrazione del fondo sanitario nazionale, progressivamente definito sulla base dell’andamento della campagna vaccinale. “Questo ulteriore tassello costruito dalla Federazione – conclude Mangiacavalli – testimonia ancora una volta la rilevanza di un’assistenza infermieristica organizzata secondo i canoni di risposta vera ai bisogni dei cittadini che non sono solo sanitari, ma anche sociali: i fragili vanno tutelati ed è il sistema a dover andare verso di loro, non il contrario”.
Più medici e vaccini a casa, le nuove linee guida
Arrivare al pieno coinvolgimento di medici, farmacisti e operatori sanitari con l’obiettivo di passare da una fase ‘centralizzata’ delle vaccinazioni anti-Covid – effettuate prevalentemente nei grandi Hub vaccinali – ad una nuova fase ‘delocalizzata’, ovvero più disegnata sul territorio e vicina ai cittadini che, in caso di bisogno e per completare l’immunizzazione delle categorie più fragili, potranno essere raggiunti direttamente al proprio domicilio. Il nuovo volto della campagna vaccinale, in vista della fase post-emergenza, è tracciato nelle nuove linee guida trasmesse dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo alle Regioni. Attualmente, si sottolinea nelle ‘Linee guida sulla prosecuzione della campagna di vaccinazione nazionale’, i circa 2.600 punti vaccinali nazionali, operanti in Ospedali, hub regionali e strutture sanitarie della Difesa, sono il punto nevralgico per la somministrazione dei vaccini. Questa organizzazione, grazie a una progressiva implementazione di risorse e procedure, ha già consentito di raggiungere e superare il traguardo di 500.000 somministrazioni giornaliere. L’obiettivo è quello di “vaccinare rapidamente il maggior numero di persone”, tenendo sempre “prioritario il completamento della copertura della popolazione fragile”. Per questo, nella nuova circolare, Figliuolo invita le Regioni ad “aumentare in maniera graduale” il contributo assicurato da medici di Medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti ed altri operatori del Servizio sanitario nazionale alle vaccinazioni giornaliere, mantenendo, in “una fase intermedia e di transizione dello sviluppo del piano, completamente operativi gli hub vaccinali”.
Le linee guida si proiettano però anche alla fase successiva, quella degli eventuali richiami del vaccino, puntando ad un sistema più stabile e ‘post- emergenza’ che sarà incentrato sulle strutture del Ssn: “In una fase successiva, in previsione di ulteriori richiami – è infatti l’indicazione del documento – si dovrà valutare la possibilità di ricondurre l’attività vaccinale quanto più possibile nell’alveo di tutte le strutture ordinarie del Ssn arrivando a coinvolgete la totalità dei medici, pediatri, farmacisti ed altri operatori del SSN, al fine di realizzare un sistema di vaccinazione sostenibile e stabile nel tempo, senza dover ricorrere a misure emergenziali”. Nella fase due della campagna vaccinale, il commissario straordinario punta dunque ad un “graduale passaggio da vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata presso gli hub vaccinali verso un sistema di ‘vaccinazioni delocalizzate’, molto più capillare e prossimo ai cittadini”. Ciò, si legge nelle Linee guida, “permetterà di completare l’immunizzazione delle categorie più fragili, degli over 8O, dei cittadini con comorbilità e ridotta mobilità, non ancora intercettati dalla attuale modalità organizzativa e che potranno essere raggiunti a domicilio o in luoghi ad esso prossimi”. Un giudizio positivo arriva dal presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli, che esprime “piena condivisione per l’approccio strategico del Commissario Straordinario che punta a ‘delocalizzare’ gradualmente le vaccinazioni, portandole vicino ai pazienti più fragili”. I medici, conclude Anelli, “sono pronti. Ora bisogna coinvolgerli in maniera più efficace ed efficiente, affiancandoli con infermieri, assistenti di studio e personale amministrativo”.



















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