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Adele, artista di Cosenza “alle 10 eravamo saliti al Mottarone, poi la tragedia”

Cosenza

Adele, artista di Cosenza “alle 10 eravamo saliti al Mottarone, poi la tragedia”

La testimonianza di Adele Ceraudo che vive a Milano da anni ma è originaria di Cosenza. Racconta di essere salita in mattinata sulla funivia, intorno alle 10 ma nulla lasciava presagire quanto sarebbe accaduto dopo poche ore

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post instagram Ceraudo e funivia

COSENZA – Il destino di due cosentine si incrocia sulla funivia Stresa-Mottarone: Adele può raccontare quello che è accaduto ieri, descritto come un viaggio bellissimo. Serena, invece in quello stesso percorso, ha perso la vita.

«Provo gratitudine e allo stesso tempo ho il cuore spezzato per quanto accaduto» racconta Adele Ceraudo, artista originaria di Cosenza che ieri, si trovava insieme al compagno sul monte Mottarone e, poche ore prima del tragico schianto, era salita su quella maledetta funivia dove ha perso la vita Serena Cosentino, 27enne di Diamante e il suo fidanzato Hesam Shahisavandi, 33 anni, di origine iraniana.

«Era una bellissima giornata ieri – racconta Adele – dopo due giorni di pioggia e maltempo. C’era un’atmosfera di serenità e felicità, e in molti erano presenti nella zona per una gita soprattutto vista la riapertura post Covid: amici, coppie e famiglie pronte a vivere il weekend. Abbiamo preso la funivia intorno alle 10, fatto la nostra meravigliosa escursione, poi siamo ritornati a valle e ci siamo spostati verso il lago d’Orta ed è lì che abbiamo appreso la notizia».

«Non ho incontrato durante l’attesa le persone rimaste coinvolte, ma è come se le conoscessi. Mi hanno detto che c’era questa ragazza di Diamante e purtroppo ora, ogni dettaglio è diventato qualcosa che mi tocca personalmente. Siamo crollati, eravamo increduli, nervosi. Poi tutto è apparso reale, e non abbiamo chiuso occhio. La nostra gita è finita e stiamo tornando a Milano. Provo un senso di gratitudine misto alla tristezza e al dolore. Quelle persone potevamo essere noi. Siamo rimasti senza respiro»

«Nella nostra salita non abbiamo avuto il sentore di nulla. Tornati in albergo ci hanno contattato i genitori del mio compagno, amici terrorizzati perchè tra l’altro hanno provato a chiamarci ma non sentendo il telefono non abbiamo risposto. Scenderò presto a Cosenza perché ho i genitori anziani e oggi ancor di più, ho voglia di tornare da loro per stargli vicino e coccolarli. E’ in momenti come questo che pensi sia necessario stare vicini alle persone care».

post instagram Ceraudo

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