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Perchè AstraZeneca e non Pfizer? Unità di Crisi “non viene imposto nessun vaccino”

Calabria

Perchè AstraZeneca e non Pfizer? Unità di Crisi “non viene imposto nessun vaccino”

Oltre 910mila vaccini somministrati e con almeno una dose somministrata al 40% dei calabresi. Percentuale arriva al 91%. 

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COSENZA – Oltre 120 tra piccoli centri e Hub vaccinali disseminati su tutto il territorio regionale. mentre a breve altre 7 unità mobili saranno attive per dare un’accelerata nelle zone dove si registrano ancora alcuni disservizi. in particolare nel territorio di Reggio Calabria. Il professor Ludovico Abenavoli, componente dell’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Calabria, ha fatto il punto sulla campagna vaccinale in Calabria che nel week-end ha concluso la due giorni di vax day per cercare di completare le vaccinazioni agli over 80 che ancora non hanno ricevuto una dose e che due giorni fa erano poco meno di 20mila. Sono state 11mila le dosi somministrate nella sola giornata di ieri con oltre 910mila vaccini (tra prima e seconda dose) somministrati in totale. Il 40% dei calabresi ha ricevuto almeno una dose di vaccino e la percentuale tra dosi ricevute e somministrazioni sale al 91% con una media quasi costante di 18/20mila inoculazioni al giorno.

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“La Calabria corre, sforzo immane”

“In Calabria è stata un’impresa importante quasi titanica –  ha spiegato Ludovico Abenavoli – evidenziando che in pochi mesi, nonostante una sanità commissariata da 10 anni, tutti coloro che sono coinvolti nella campagna vaccinale, a partire dai commissari delle Asp e delle AO, fino agli infermieri, hanno profuso uno sforzo gigantesco e comune come quello di riuscire a vaccinare tutti i calabresi.

All’inizio avevamo un indicazione di tenere le scorte per avere una riserva delle second dosi. Questo – spiega Abenevoli – ci portava ad avere una percentuale tra dosi ricevute e inoculazioni attorno al 70/80%. Quando abbiamo avuto il via libera dalla struttura commissariale ad accelerare utilizzando tutte le dosi, ad oggi la Calabra ha una media vaccinale tra le più alte d’Italia nel rapporto tra dosi ricevute e dosi effettuate. Dietro di noi abbiamo regioni che hanno una storia sanitaria decisamente diversa. Siamo partiti ad handicap e non solo abbiamo colmato il gap ma stiamo andando nella direzione giusta facendo anche meglio di altre. I vaccini, ad oggi, sono l’unica arma a disposizione per combattere il covid”.

I dubbi su AstraZeneca “si seguono le linee guida”

L’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Calabria ha voluto ancora una volta evidenziare “che non viene imposto alle persone nessun tipo di vaccino. Questo perché la Calabria, come le altre regioni italiane, seguono le indicazioni chiarissime adottate dall’EMA su indicazione dell’OMS e infine dell’Aifa. Nulla è arbitrario, nessuno si alza la mattina e sceglie cosa somministrate o a chi. Bisogna considerare – evidenza Abenavoli – che quando avanzano delle dosi di Pfizer c’è l’obbligo del consumo immediato perché non si possono ricongelare a -80, cosa che invece si può fare per altri vaccini. Tutti i vaccini sono efficaci allo stesso modo. Esistono delle categorie e soprattutto una tessera sanitaria che, quando si effettua la prenotazione sulla piattaforma, riconosce se ci sono delle patologie anche severe, se si è portatori di disabilità, della 104 e così via e di conseguenza viene assegnata la tipologia di vaccino da eseguire”.

I vaccini per i 40enni e le raccomandazioni

Abenavoli ha spiegato ancora una volta che, a meno che non via siano delle indicazioni diverse a causa di alcune patologie che ne sconsiglino l’utilizzo, i vaccini utilizzati nella campagna agli over 40 sono quelli di AstraZeneca e Johnson & Johnson. “Si sono seguite quelle che sono le indicazioni della struttura e anche l’approvvigionamento delle dosi. Tutto viene fatto in base alle indicazioni della cabina di regia regionale e da un sistema con delle regole precise da seguire e noi seguiamo quello che ci viene indicato. Speriamo che il più presto possibile si possa aprire la piattaforma anche agli over 30. Ma una precisazione va fatta, tutti aspettano il vaccino, ma ricordiamoci che essere vaccinati non esclude che si possa contrarre l’infezione, ma ci protegge da una fase grave e che spesso porta alle ospedalizzazioni. Essere immunizzati non significa poter fare quello che si vuole. Dobbiamo mantenere alta la guardia, altrimenti il rischio che è dopo l’estate siamo di nuovo punto e daccapo”.

 

 

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