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Carenza di agenti penitenziari, sit-in a Cosenza

Area Urbana

Carenza di agenti penitenziari, sit-in a Cosenza

Mancanza di personale, da tempo i sindacati chiedono provvedimenti ma gli appelli, finora, sono rimasti inascoltati

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COSENZA – Sit-in di protesta questa mattina davanti la Prefettura in piazza 11 Settembre degli agenti della Polizia penitenziaria, per richiamare l’attenzione sulla carenza di personale. Da tempo i sindacati chiedono provvedimenti ma gli appelli, finora, sono rimasti inascoltati. Perciò le organizzazioni di categoria hanno deciso di cambiare passo e di dar voce a una forma di protesta che sia più incisiva. “Il personale di Polizia Penitenziaria di stanza a Cosenza è stanco! – dicono i sindacalisti – È stanco della cronica carenza organica che lo costringe a stressanti ed estenuanti turni di lavoro, di promesse al vento, mai mantenute e di vivere quotidianamente situazioni che mettono a rischio l’incolumità propria e la sicurezza generale”.

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La pianta organica prevede la presenza in servizio di 169 agenti di polizia penitenziaria. Invece, tra le mura della casa circondariale di Cosenza, ce ne sono almeno cinquanta in meno. Una carenza di personale inaccettabile per le organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione.
Al 30 aprile scorso nell’istituto penitenziario cosentino erano presenti 236 detenuti, a fronte di una capienza di 218 posti. Da queste parti non si vedono volti nuovi in divisa da quasi venticinque anni: “Non arriva nessuno dal 1997 – hanno spiegato gli esponenti sindacali – Si tratta di un fatto strano. Eppure sono stati espletati diversi concorsi. Il Covid poi ha inciso parecchio sul nostro lavoro: ci ha costretto a turni massacranti. Nonostante tutto siamo stati qui, ligi al dovere, perché serviamo lo Stato e stiamo con lo Stato. Nel frattempo ci sono agenti andati in quiescenza o passati di grado o ancora distaccati altrove. E quei vuoti non sono stati riempiti. È anche un problema di sicurezza, il contingente non è sufficiente per un’adeguata vigilanza”.

Foto Francesco Greco
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