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Cuore, grinta, orgoglio: i tre gol con cui il Cosenza ha battuto il Messina

COSENZA – Aggangio riuscito. Lo “shuttle” Cosenza, partito dalla base del “San Vito” ha raggiunto, dopo un appassionante volo di 90 e passa minuti, la testa della classifica. Come in un viaggio nell’orbita, l’undici silano ha “piazzato” la bandiera rossoblù sul girone I della serie D.
Lasciateci passare la terminologia “spaziale” ma quello fatto ieri dal Cosenza è qualcosa di straordinario. Contro il Messina, relegato a semplice comparsa, la squadra di Gianluca Gagliardi ha mostrato grinta, rabbia, determinazione, carica e quella buona dose di cattiveria agonistica che, miscelate sapientemente insieme, hanno fatto la differenza sul campo. I Lupi contro il Messina non dovevano solo vincere per agguantare il primato in classifica, ma convincere sul piano del gioco. L’esperimento, si può dire, è riuscito. Certo ora stop ai voli pindarici. Gianluca Gagliardi, perfezionista maniacale nel disegnare tatticamente la sua squadra, sa bene che il Cosenza sceso in campo contro i peloritani ha fatto quello che lui aveva chiesto di fare: squadra accorta, pressing alto, difesa concentrata, attacco micidiale. E i fatti gli hanno dato ragione. Gagliardi è l’anima, il cuore, la mente, l’orgoglio di questa squadra. Un messaggio di orgoglio, una reazione di cuore, una dimostrazione di appartenenza che è stata così forte e dirompente da mettere in secondo piano le assenze di “Biccio” (Gagliardi ha dedicato la vittoria a lui, ndr), capitano Parisi e il guerriero Fiore. Il tecnico ha esaltato i suoi ragazzi, parlando di una vittoria strameritata, figlia dell’applicazione. Il resto l’hanno fatto Guadalupi, Mosciaro e Salvino che con tre perle, con tre invenzioni balistiche, con tre acuti, hanno dato un calcio al Messina e al campionato. Sì, la squadra. Il tecnico rossoblù lo ripete sempre come un ritornello. «Se i miei ragazzi giocano con la mentalità di squadra, possiamo far male a tutti, ma se poco poco, questo spirito viene meno o se qualcuno pensa di poter risolvere la partita da solo, vengono alla luce tutti i nostri limiti che, purtroppo, sono tanti». Non a caso, anche ieri pomeriggio, in quel dopo partita che sembrava infuocato come se si fosse vinto una finale di quelle che contano, il trainer silano ha ribadito il suo concetto base, rinforzandolo con dovute considerazioni: Abbiamo vinto contro il Messina, ma abbiamo anche sofferto. Non eravamo dei brocchi ieri, non siamo diventati dei fenomeni oggi. Io ribadisco il mio concetto: questa squadra ha bisogno di innesti, uno per reparto. La società lo sa, l’area tecnica pure». Ora il Cosenza deve guardare anche al mercato. Paonessa e Filidoro sono due buoni innesti, ma, senza voler togliere nulla a chi, con determinazione grinta sta indossando la casacca rossoblù, c’è bisogno di qualche altro tassello. Mosaici tecnici e tasselli tattici da consentire ai Lupi di diventare sempre più squadra. I nomi che circolano sono sempre gli stessi, qualche trattiva è ben messa in piedi e nel giro di qualche giorno potrebbe decollare, qualcun’altra, invece, ancora stenta, ma Fiore e Leonetti, assicurano che la situazione generale è sotto controllo. Gagliardi è stato chiaro, gli innesti li vuole. Li vuole il tecnico, li esige la piazza, li chiede la classifica, soprattutto se, l’obiettivo primario dei Lupi è quello di vincere il campionato. Non vorremmo si commettesse l’errore dello scorso anno, quando con una serie di perfetti harakiri venuti fuori anche per colpa di un organico un pò debole in alcune gare, il Cosenza ha regalato la vetrina del campionato e la promozione in Lega Pro all’Hinterreggio, accontentandosi dei play off, stravinti sul campo ma che non sono serviti a nulla. Ecco il Cosenza, inteso come squadra, società, area tecnica, dovrebbe fare tesoro della passata stagione e correre ai ripari. Concedeteci un’ultima nota polemica, tutta per il Messina. Da gente esperta come il diesse Lo Monaco e come l’allenatore Catalano, ci saremmo aspettati molto di più che una filastrocca recitata su un Messina stratosferico che ha fatto la partita ma l’arbitro gliel’ha impedito. Aggrapparsi al rigore non dato, al fuorigioco segnalato, al fatto non fischiato o ad altro fa parte del gioco, ma ieri contro il Cosenza di Gagliardi c’era ben poco da fare. Mister Catalano se ha qualcosa da recriminare lo deve fare con se stesso, per il fatto di aver tenuto fino a tardi in panca Corona e Savonarola, e Catalano se la deve prendere con la sua squadra che era arrivata a Cosenza convinta di far un sol boccone degli avversari. Peccato per loro. Ieri il Messina ha trovato sulla sua strada i Lupi, affamati. Ora tocca al Savoia. Il campionato è avvisato. Avanti Lupi.



















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