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Brogli elettorali, Castorina torna in libertà. Tar dichiara inammissibili i ricorsi

Calabria

Brogli elettorali, Castorina torna in libertà. Tar dichiara inammissibili i ricorsi

Lascia gli arresti domiciliari l’ex consigliere del Pd indagato per presunti brogli elettorali alle comunali di Reggio Calabria. Intanto il TAR ha dichiarato inammissibili i ricorsi per l’annullamento della proclamazione degli eletti

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Castorina Pd

 

REGGIO CALABRIA – Antonino Castorina torna in libertà. Lo ha deciso il gip di Reggio Calabria, che su richiesta dello stesso pm ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con il divieto di dimora a Reggio Calabria. Gli avvocati Francesco Calabrese e Natale Polimeni hanno annunciato di aver programmato un’ulteriore attività investigativa oltre a quella degli uffici di procura, per dimostrare come il meccanismo ipotizzato non è riconducibile all’ex consigliere comunale del Pd indagato dalla procura per i presunti brogli elettorali.

Castorina ha dichiarato che «il ritorno in libertà da solo non basta, è assolutamente necessario l’accertamento definitivo della verità dove sarà chiarita la mia estraneità ai fatti contestati. Unico concorso morale di cui sono responsabile – ha aggiunto – è quello per avere una città migliore, obiettivo da sempre agognato. In questi mesi tante bugie raccontate da parte dei più, in un festival dell’ipocrisia e nel tentativo di spostare il processo fuori dalle aule di Tribunale. A Reggio Calabria non è purtroppo una novità, da uomo di legge resta intatta la mia fiducia nella Giustizia Giusta e nella Magistratura; verità e storia personale non vanno umiliate».

Tar ha dichiarato i ricorsi inammissibili

Intanto il Tar della Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai rappresentanti della lista Nuova Italia unita che invocavano l’annullamento della proclamazione degli eletti alle elezioni della Città metropolitana di Reggio Calabria del 24 gennaio 2021 e la proclamazione degli eletti alle elezioni comunali di Reggio Calabria del 20 e 21 settembre 2020.

I ricorsi sono stati presentati fuori tempo massimo, depositati dai rappresentanti della lista che sosteneva il candidato sindaco della coalizione di centrodestra, subito dopo avere appreso dell’indagine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria sui presunti brogli elettorali alle elezioni comunali del 20 e 21 settembre. Nel motivare l’inammissibilità, i giudici del Tar, evidenziano che le “censure, sollevate ben oltre il termine decadenziale dal suddetto atto di proclamazione degli eletti, sono manifestamente tardive dovendo escludersi che possa essere accertata in via incidentale l’illegittimità di un provvedimento amministrativo non ritualmente né tempestivamente impugnato”.

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