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Più di 45mila gli operatori sanitari non vaccinati in Italia. Scattano le sospensioni

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Più di 45mila gli operatori sanitari non vaccinati in Italia. Scattano le sospensioni

In testa l’Emilia Romagna con oltre 14mila operatori, quasi l’8% del totale, Seguono la Sicilia con 9.214 (6,5%) e la Puglia con 9mila

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COSENZA – Sono 45.753, tra medici, infermieri e personale sanitario in generale, le persone non ancora vaccinate in Italia: si tratta del 2,36% della categoria. Il dato emerge dal report settimanale della struttura Commissariale per l’Emergenza. Si tratta, complessivamente, di medici, infermieri, professioni sanitarie e assistenti socio-sanitari. Le Regioni con soggetti non vaccinati per questa categoria sul proprio territorio sono Emilia Romagna (14.390: il 7,87% rispetto al numero di operatori sanitari in tutta la Regione), Sicilia (9.214 – 6,52%), Puglia (9.099 – 6,50%) e Friuli Venezia Giulia (5.671 -11,91%), Piemonte (2.893 – 1,90%), Marche (1.181 – 2,58%), Umbria (928 – 3,02%) e Liguria (172 – 0,29%). Alti anche i numeri nella Provincia di Trento (2.205 – 11,03%). Dopo due mesi dal decreto, che ha introdotto l’obbligo vaccinale anti-Covid per i professionisti della sanità, sono arrivate le prime sospensioni da parte delle Asl. In questo lasso di tempo gli Ordini professionali, gli ospedali e le Rsa hanno fornito e stanno ancora fornendo i nominativi di tutti i medici e gli infermieri delle diverse strutture sanitarie.

Scattano le sospensioni

“Abbiamo dato oggi indicazioni a tutti gli ordini territoriali che, in presenza di un accertamento da parte della Asl di operatori sanitari e medici non vaccinati, si provveda ope legis alla sospensione del medico e alla sua attività finchè lo stesso non avrà effettuato la vaccinazione anti-Covid e comunque non oltre il 31 dicembre” ha spiegato il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, in riferimento alle sospensioni avviate da Asl di varie regioni sulla base del chiarimento del ministero sul decreto di aprile che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. In relazione all’obbligo di vaccinazione anti-SARS-CoV-2 per tutti gli esercenti le professioni sanitarie, spiega la Fnomceo nella circolare inviata a tutti gli ordini territoriali, “introdotto dall’art.4 del DL n.44/2021, convertito in Legge n.76/2021, la Federazione è intervenuta presso il ministero della Salute per acquisire l’esatta interpretazione degli obblighi normativi” e il Ministero “ha definitivamente chiarito la natura della sospensione dall’esercizio professionale dei professionisti che non ottemperino all’obbligo vaccinale e i conseguenti provvedimenti che gli Ordini devono adottare“. La legge, spiega la Fnomceo, “attribuisce dunque all’Azienda sanitaria l’accertamento della mancata osservanza dell’obbligo vaccinale dalla quale discende la sospensione ex lege dall’esercizio della professione sanitaria e dalla prestazione dell’attività lavorativa. L’accertamento viene comunicato dalla Asl all’interessato, al datore di lavoro e agli Ordini professionali perché ne prendano atto e adottino i provvedimenti e le misure di competenza”.

Operatori riabilitati se si vaccinano

La sospensione è comunicata immediatamente all’interessato dall’Ordine professionale. Una volta ricevuto l’atto di accertamento della Asl, cioè, l’Ordine deve adottare tempestivamente una delibera di mera presa d’atto della sospensione del professionista. La conseguenza è dunque la sospensione temporanea dall’esercizio della professione fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o comunque non oltre il 31 dicembre 2021. “Il vaccino – commenta Anelli – ha rappresentato per tutti i medici lo strumento migliore di protezione individuale abbattendo del 99% la mortalità da Covid e proteggendo da una parte i medici stessi nell’esercizio della loro professione e dall’altra i cittadini che loro si affidano. Quindi è giusto e doveroso che tutti in medici si vaccinino. Va detto chiaramente – conclude il presidente Fnomceo – che il vaccino è diventato oggi più che un obbligo il requisito stesso per poter svolgere la professione medica”.

Burioni “facciano un altro lavoro”

‘Incredibile, doloroso ma indispensabile per la sicurezza dei pazienti. Forse bisognerebbe guidare tutti questi sanitari verso un lavoro differente, più adatto a loro” ha scritto su Twitter il virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Roberto Burioni, commentando il dato degli oltre 45mila operatori sanitari senza vaccino.

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