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Appalti e massoneria, minacce al procuratore di Paola Bruni ‘non c’è scorta che tiene’

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Appalti e massoneria, minacce al procuratore di Paola Bruni ‘non c’è scorta che tiene’

Un dialogo intercettato nell’inchiesta della procura di Paola sugli appalti e la massoneria sul Tirreno cosentino con 16 indagati

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procuratore di Paola Pierpaolo Bruni 2

PAOLA (CS) – Un vero e proprio “cartello” per eludere le norme sugli appalti e ottenerne, in maniera illecita l’aggiudicazione, dividendo poi gli importi anche con coloro che erano stati esclusi. E’ il sistema che, secondo la Procura della Repubblica di Paola, era stato messo in piedi in alcuni comuni della costa tirrenica cosentina ed in Basilicata con sullo sfondo un eventuale intreccio con la massoneria. Al termine delle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Cosenza e della Sezione operativa della Compagnia di Scalea, ieri sono state eseguite sei misure cautelari. La Procura, diretta da Pierpaolo Bruni, complessivamente ha indagato 16 persone – una delle quali sarebbe appartenente ad una loggia – e aveva chiesto la misure per più persone ma il gip Maria Grazia Elia non le ha concesse.

Ai domiciliari sono finiti Luigi Cristofaro, di 38 anni, residente a Scalea, e Giuseppe Del Vecchio, 63, di Terranova del Pollino. L’interdizione per 12 mesi dall’esercizio del pubblico ufficio è stata disposta per Paola Di Stio (46) di Belvedere Marittimo, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Belvedere, mentre l’interdizione per sei mesi dall’esercizio dell’attività di ingegnere è stata imposta ad Antonio Del Vecchio (47 anni), a Maria Grazia Melega (30), di Santa Domenica Talao, e a Francesco Esposito (37 anni). Tra gli indagati figurano anche gli assessori del Comune di Belvedere Marittimo ai lavori pubblici Marco Liporace e al Turismo Vincenzo Cristofaro.

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica amministrazione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Liporace, Di Stio e Vincenzo Cristofaro, avrebbero agevolato due imprese per escluderne altre, al fine di fare aggiudicare “ad amici” almeno quattro gare riguardanti lavori pubblici dell’Ente. Ma le gare manipolate, secondo gli inquirenti, sarebbero “numerose”. Tra queste, l’affidamento dei servizi tecnici e i relativi lavori, per 70mila euro, indetta dal Comune di Aieta. Lo stesso gruppo sarebbe riuscito a turbare anche una procedura del Comune di Moliterno (Potenza). In questo caso sarebbero stati costituiti due gruppi professionali che, grazie alla presentazione di offerte concordate, sono riusciti ad ottenere l’aggiudicazione della gara per 50mila euro spartendosi poi – secondo l’accusa – il 50% dell’appalto per ciascun gruppo.

Le minacce al procuratore Bruni

E proprio nell’ambito dell’inchiesta su appalti e massoneria, all’indirizzo del Procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni, sarebbero emerse delle minacce insieme a propositi di delegittimazione. Si tratterebbe di un dialogo intercettato tra un indagato e quello che sarebbe a capo di una loggia massonica segreta. Dialogo nel corso del quale i due ragionano “su un presunto piano di delegittimazione da far recapitare al Consiglio superiore della magistratura contro Pierpaolo Bruni per levarselo dai piedi, per ottenerne il trasferimento”. Nell’intercettazione, secondo quanto il Quotidiano del Sud, uno dei due direbbe anche “scorta o non scorta non preoccuparti che non c’è scorta che tiene“.

Magorno (IV): “Solidarietà e sostegno al Procuratore Bruni”

“Solidarietà e sostegno al Procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni, vittima di nuove minacce. Purtroppo non è la prima volta, ma noi siamo sempre dalla parte di chi, quotidianamente, opera per la legalità, per costruire una Calabria migliore”. Così il Senatore di Italia Viva, Segretario del Copasir e sindaco di Diamante Ernesto Magorno

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