Calabria
Lavoro agricolo, anche Spirlì vieta l’esposizione al sole nelle ore più calde
Dopo il caso del bracciante maliano morto perchè stremato dal lavoro nei campi sotto il solce cocente e l’ordinanza del governatore pugliese Michele Emiliano, la Calabria adotta lo stesso divieto

CATANZARO – Il presidente della Regione, Spirlì, ha firmato l’ordinanza n.44, in materia di igiene e sanità pubblica, inerente all’attività lavorativa nel settore agricolo in condizioni di esposizione prolungata al sole. «È vietato il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle 12.30 alle ore 16 con efficacia immediata e fino al 31 agosto 2021, sull’intero territorio regionale. Ordinanza che vale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, limitatamente ai soli giorni in cui la mappa del rischio segnali un livello di rischio “Alto”.
Nel provvedimento si considera che «l’eccezionale ondata di caldo, caratterizzata da fasi in cui le temperature risultano particolarmente elevate, rendono rischioso lo svolgimento dell’attività lavorativa, soprattutto nei settori per i quali il lavoro viene svolto prevalentemente in ambiente esterno». Viene inoltre sottolineato che «il lavoro nel settore agricolo è svolto essenzialmente all’aperto, senza possibilità per i lavoratori di ripararsi dal sole e dalla calura nei momenti della giornata caratterizzati da un notevole innalzamento della temperatura».
Si prende anche atto che «il Coordinamento tecnico interregionale della sicurezza nei luoghi di lavoro, d’intesa con l’Ispettorato nazionale del lavoro (Direzione centrale tutela, sicurezza e vigilanza del lavoro) sta predisponendo delle raccomandazioni per i lavoratori esposti a rischi derivanti dall’innalzamento delle temperature, in particolare nei cantieri, in agricoltura e nel florovivaismo». «Restano salvi – è scritto ancora – eventuali provvedimenti sindacali limitati all’ambito territoriale di riferimento».

















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