Area Urbana
Cosenza e provincia invasi dalla spazzatura. Magorno “porterò il caso in parlamento”
Spazzatura in ogni angolo delle strade e in piena estate. A Cosenza e provincia è ancora emergenza rifiuti
COSENZA – La città e l’intero territorio provinciale sono invasi dall’immondizia. Cumuli di rifiuti, in alcuni casi persino differenziati, si trovano in ogni angolo, dal centro alla periferia. Non va meglio nella vicina Rende, dove le aree di stoccaggio dei rifiuti zonali, le cosiddette PEZ, sono al limite della capienza. Stessa situazione sul Tirreno cosentino, dove l’immondizia è segnalata sia nei centri che a ridosso delle spiagge.
Le temperature elevate di questi ultimi giorni, inoltre, accentuano la gravità della situazione: odori nauseabondi e colonie di topi a banchettare tra i rifiuti. Nei giorni scorsi l’allarme sull’emergenza, ormai diventata consuetudine, è stato lanciato anche dall’assemblea dei sindaci ATO Cosenza. Inoltre lo scorso 30 giugno lo sciopero generale del comparto igiene ambientale ha ulteriormente acuito la precaria situazione igienica dei centri urbani.
Magorno: “Porterò il caso in Parlamento”
Intanto “di fronte al silenzio assoluto delle istituzioni regionali sulla drammatica emergenza rifiuti che sta vivendo la Calabria, e in particolare la provincia di Cosenza, è mio dovere attivare tutti gli strumenti possibili per giungere a una pronta ed efficace soluzione”. Ad annunciare un’interrogazione urgente al Governo è Ernesto Magorno, senatore e sindaco di Diamante che chiede di “sapere se l’esecutivo sia a conoscenza della situazione e quali poteri sostitutivi intenda utilizzare per sopperire alle gravi carenze delle istituzioni calabresi. Vi è in ballo la salute dei cittadini, costretti a convivere con accumuli di rifiuti in un periodo di grande caldo tale da compromettere i necessari standard di igiene, e in più – particolare ancora più sconcertante – siamo alle soglie dei grandi flussi turistici. Non possiamo dunque permetterci di restare con le mani in mani. Solleciterò le istituzioni nazionali con tutti gli strumenti possibili, anche attraverso un intervento nell’aula del Senato finalizzato a coinvolgere il Governo nella filiera delle responsabilità2.





















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