Italia
Tragedia del Mottarone: sale a 12 il numero degli indagati, anche due società
Si allarga l’inchiesta aperta dopo la tragedia del Mottarone nel quale persero la vita 14 persone tra cui una giovane di Diamante, Serena Cosentino, che era sulla funivia insieme al fidanzato

MILANO – Aumentano gli indagati per il tragico incidente alla funivia del Mottarone del 23 maggio scorso. Nella richiesta di incidente probatorio figurano infatti 12 persone e due società, la Leitner Spa e Ferrovie del Mottarone srl. Tra le 12 persone ci sono anche i tre indagati già noti: Enrico Perocchio, Luigi Nerini e Gabriele Tadini, quest’ultimo ai domiciliari.
La Procura di Verbania si è associata alla richiesta della difesa di Enrico Perocchio, direttore di esercizio della funivia del Mottarone, di un accertamento anche sulla cosiddetta ‘scatola nera’ e in particolare su “ogni dispositivo” riconducibile al “sistema di registrazione dei dati-degli eventi dell’impianto a fune”, con “copia forense” ed “estrapolazione” dei dati che sono “indispensabili ai fini del già ammesso incidente probatorio e cioè della perizia sulle cause della precipitazione della cabina numero 3”.
Tra le “persone offese” indicate nell’atto, oltre ai 14 morti, ci sono 47 persone, ossia i familiari delle vittime, e anche il piccolo Eitan che si è salvato. L’udienza con la convocazione di tutte le parti davanti al gip, che dovrà formulare il quesito della perizia e affidarlo ad uno o più esperti, è fissata per il prossimo 8 luglio. Con una nuova istanza, nei giorni scorsi, la difesa di Perocchio ha chiesto anche al gip un esperimento giudiziale, ossia di riprodurre l’incidente sulla cabina 4, rimasta in piedi, per accertare anche in questo modo le cause della rottura del cavo traente. La cabina non si bloccò sul cavo portante perché erano stati inseriti gli ormai noti ‘forchettoni’ per bloccare i freni di emergenza.
Contestato anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti
Nella richiesta di incidente probatorio firmata dal procuratore di Verbania Olimpia Bossi e dal pm Laura Carrera e notificata oggi viene contestato anche l’attentato alla sicurezza dei trasporti. Gli altri reati, già noti nelle indagini, sono la rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, aggravata dal disastro, e un reato di falso contestato al solo Gabriele Tadini, caposervizio unico rimasto ai domiciliari.
Nel mirino della procura dunque, sono finite anche tra le maggiori cariche di Leitner – Anton Seeber presidente del gruppo e Martin Leitner in qualità di consigliere delegato – società ha il contratto di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto a fune e che ha affidato i lavori ad altre realtà più piccole. Nell’elenco degli indagati, compilato per poter procedere agli atti irripetibili dell’inchiesta dove è necessaria la presenza di tutte le parti, sono finite anche loro.
In particolare compare tra gli altri Davide Marchetto, il responsabile tecnico della Rvs di Torino che ha eseguito i due interventi di manutenzione sulla funivia di Stresa, Federico Samonini legale rappresentante della Scf Monterosa, società che il sabato precedente l’incidente era intervenuta per la sostituzione di un rullo, e che in passato ha effettuato il controllo visivo delle teste fuse “procedendo anche alla loro sostituzione a scadenza, ad eccezione della testa fusa della cabina numero 3 precipitata, la cui sostituzione era prevista per novembre 2021”, e il dipendente Davide Moschitti della Sateco che ha effettuato le prove magneto-induttive nel novembre 2020.


















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