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L’incubo della metro e la speranza di non perdere i finanziamenti europei

Anche il sindaco di Rende la reputa un’opera inutile, ma sogna una lunga linea ferrata che collegherà Arcavacata a Catanzaro passando per Lamezia Terme.
COSENZA – Dal canto suo, invece, il primo cittadino di Cosenza Mario Occhiuto promette barricate qualora il viale Parco dovesse venir sventrato dai binari. Modifiche al progetto, che comporterebbe un violento impatto sul territorio, sono state presentate sia dall’amministrazione bruzia sia da Oltrecampagnano. Ma ormai è troppo tardi. O si approva tutto di fretta e furia o i finanziamenti europei, circa 160 milioni di euro, 40 dei quali da rendicontare entro la fine del 2015, andranno persi. Su quest’ultimi fondi ogni speranza è ormai svanita, ma nessuno intende mollare la presa sull’ingente bottino che transiterà dalle casse regionali nonchè dall’assessorato ai trasporti di De Gaetano noto per le presunte collusioni con la cosca Tegano di Reggio Calabria.
Secondo Marcello Manna sindaco di Rende, “siamo in una fase che ha già superato l’aspetto ‘Metropolitana Sì – Metropolitana No’. E’ già stata effettuata una gara, anche se non sono state aperte ancora le buste perchè manca la firma dell’accordo di programma, è stato presentato un progetto e un’offerta di una ditta straniera. Per quanto riguarda il Comune di Rende il percorso, le modalità e l’effettiva fattibilità abbiamo posto dei problemi di natura tecnica. Anche il Comune di Cosenza a suo tempo aveva già presentato delle richieste di modifica sia in ordine al percorso sia in ordine alla fattibilità. Su questi aspetti però non abbiamo mai avuto nessuna risposta da parte della Regione.
Sono state avanzati ulteriori rilievi di ordine procedurale ai tecnici regionali e si è inteso aggiornare la riunione alla presenza di Oliverio in modo da affrontare tutti i problemi che il progetto implica. La metropolitana è stata avviata a Catanzaro ed il progetto futuro vedrebbe anche un collegamento tra le due università. Allo stato attuale parliamo della costruzione di una linea ferrata, l’idea del filobus su gomma, del vecchio tram, è stata abbandonata. Ciò avrà un impatto sul territorio non indifferente quindi bisogna pensare ad un progetto più ampio che non riguardi solo il collegamento tra Cosenza, Rende e l’Unical deve riguardare tutto il territorio e le due province.
Bisogna avviare i lavori entro il Dicembre 2015 per non perdere i finanziamenti, ma questo però non è possibile anche firmando oggi l’accordo di programma non si farebbe più in tempo. La Regione deve porsi il problema di non perdere questo finanziamento fare la riprogrammazione dei fondi dedicati 2014- 2020 e in quella sede riflettere sul da farsi per restituire ai cittadini un trasporto decente adeguato alle esigenze dell’utenza. I numeri dei potenziali fruitori della metro sono stati sovrastimati (40mila viaggiatori al giorno mentre gli studenti all’Unical sono poco più di 30mila e i pendolari odierni non superano le 6mila unità ndr) e se si pensa a un collegamento solo dell’area urbana l’opera potrebbe risultare inutile.
Se invece si parla di un binario che collega aeroporto, Catanzaro e Cosenza l’utilità per il territorio è evidente. Anche se tutto è già stato fatto manca l’accordo di programma che andava firmato addirittura prima di indire la gara, ma non è stato fatto”. Come più volte ribadito dagli attivisti No metro, contrari al progetto, Cosenza è già collegabile all’Unical basterebbe solo usare le infrastrutture esistenti. La metro così progettata allungherebbe solo i tempi di percorrenza stimati in 40 minuti.



















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