Italia
Casino online profondo rosso. Tra i più colpiti dalla pandemia
Le chiusure hanno portato a un calo del 35% delle giocate, con una spesa complessiva crollata da 19,4 a 12,5 miliardi di euro

COSENZA – Un vero e proprio crack. Pandemia e lockdown hanno colpito pesantemente il gioco legale che ha prodotto per le casse dello Stato una perdita superiore ai 4 miliardi di euro, stando almeno all’ultimo dato reso noto dal Dipartimento delle entrate con il bollettino delle entrate dei primi 10 mesi del 2020 che si è confermato come un anno particolare per la finanza pubblica, a causa delle misure eccezionali di contrasto della crisi. Le chiusure legate all’emergenza sanitaria hanno portato a un calo del 35% delle giocate, con una spesa complessiva – secondo i dati di Agipronews – crollata da 19,4 a 12,5 miliardi di euro. Nel 2019 gli incassi avevano superato gli 11 miliardi di euro, a fine 2020 la stima è di poco più di 7 miliardi. L’offerta online registra un aumento della spesa del 39% a quota 2,5 miliardi. Chiusure e divieti ha inevitabilmente spinto nel mercato molti siti illegali. Se stai cercando un elenco di casino sicuri, ecco gli operatori presenti su miglioricasino.com
Per fronteggiare la crisi c’è stato anche un impegno ufficiale del Governo nei confronti della filiera del gioco legale, ieri, con l’approvazione alla Camera di un ordine del gioco con il quale si chiedevano iniziative di rilancio a favore del comparto del gioco legale e a valutare l’opportunità, anche mediante un opportuno intervento normativo, di prevedere sull’intero territorio nazionale, per le sale giochi, scommesse, sale bingo e casinò, iniziative di rilancio dell’intera filiera, gravemente colpita dalla crisi pandemica, anche per compensare le ingenti perdite di gettito causate dalle mancate entrate erariali, a seguito della prolungata chiusura delle attività di raccolta.
Impattato negativo su giochi e scommesse
Nel 2020, l’economia mondiale ha sperimentato una profonda e inattesa recessione legata alla diffusione della pandemia del COVID-19 che ha reso necessaria l’attuazione di severe misure di limitazione delle attività produttive, di quelle formative e delle relazioni sociali. Nella prima parte dell’anno si è registrato un crollo dell’attività economica in quasi tutti i paesi, seguito da un forte rimbalzo nei mesi estivi che ha riflettuto la progressiva rimozione delle restrizioni. Tra la fine dello scorso anno e l’inizio del 2021, la ripresa economica è proseguita in maniera eterogenea tra paesi e settori produttivi, a seguito delle misure di distanziamento adottate per contrastare la seconda ondata dei contagi, dei progressi nelle campagne vaccinali e dell’efficacia delle misure di sostegno poste in atto in modo differente a livello nazionale. In particolare si considerano quattro settori, uno manifatturiero e tre del terziario: la filiera del tessile—abbigliamento-pelletteria (comprese le calzature), che ha risentito duramente del crollo della domanda interna e (soprattutto nel primo semestre 2020) di quella estera, le attività legate al turismo, il commercio e ristorazione e le attività ricreative, culturali e sportive, su cui hanno impattato direttamente i provvedimenti amministrativi e le regole di distanziamento sociale. In particolare, per le attività di intrattenimento, si sono prese in considerazione, afferma l’Istat, le seguenti divisioni Ateco2007: 90 – attività creative, artistiche e di intrattenimento; 91 – attività di biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali; 92 – attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco; 93 – attività sportive, di intrattenimento e di divertimento.



















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